Le grandi riforme di Francia

In questi giorni i legislatori francesi stanno discutendo il progetto di legge di bilancio per il 2009. Da un paese che ha regalato ai posteri (ed al provincialismo dei politici italiani) la Commissione Attali, non ci si poteva aspettare minore solennità negli emendamenti alla legge finanziaria. E le attese non sono state tradite: ieri, ad esempio, è stato cancellato un fondamentale emendamento (perdonate l’allitterazione), proposto da quanto resta del duplice e dissociato Partito Socialista, che prevedeva uno sconto di 10 euro sul costo di emissione e rinnovo del passaporto. Per ottenere lo sconto, che mitiga il forte aumento previsto per le marche da bollo (uno dei prodotti tipici del Made in Italy), les citoyens dovranno semplicemente provvedere autonomamente a fornire le due fotografie richieste. Rivoluzionario, n’est-ce pas?

Poiché le uniche due certezze della vita sono le tasse e la morte, i senatori hanno inoltre deciso di eliminare il robusto aumento di deducibilità d’imposta previsto per le spese funerarie, che da 3900 torna a 1500 euro. Per pagare e morire c’è sempre tempo. Tra le altre storiche decisioni, l’aumento del 23 per cento della tassa sui superalcolici, per finanziare il regime di assicurazione malattie (non solo quelle epatiche, s’intende), mentre prosegue l’appassionante dibattito sull’autorizzazione al lavoro domenicale, autentica innovazione nel mercato del lavoro occidentale. Le ultime notizie parlano di probabile accordo nella maggioranza per l’apertura festiva degli esercizi commerciali, limitatamente alle zone a maggiore densità turistica e con l’esclusione di supermercati ed ipermercati, cioè del food. Un piccolo passo per un salumiere, un évènement per la République. Ma non è ancora detta l’ultima parola, il passo è troppo importante, non va compiuto alla leggera: vi terremo informati.

Nel frattempo, ferve il dibattito sull’emendamento che prevede di assoggettare al canone televisivo (pari a 116 euro annui), i possessori di computer idonei a ricevere segnali televisivi. L’innovativa gabella, proposta da un deputato neocentrista, dovrebbe fruttare 50 milioni di euro (non è dato conoscere le modalità di esazione) e servirebbe, nelle intenzioni del proponente, a “compensare il calo di gettito causato dalla crisi economica”. Ora, pare che effettivamente, durante le crisi, il gettito fiscale si riduca. Chiamasi stabilizzatore automatico, serve in teoria ad ammortizzare l’impatto della recessione. Non sta scritto da nessuna parte che il gettito fiscale debba restare invariato cascasse il mondo. Ma da un deputato del “Nuovo Centro” è difficile attendersi di più.

Siamo certi che molti, tra i nostri politici, fremeranno per importare tale fervore riformista. La Commissione Amatò potrebbe rinascere dalle proprie ceneri. Viste le premesse, potrebbe dedicarsi a progettare la barca con ruote per i fiumi in secca, il pettine senza denti per i calvi e la tazza a due manici per gli ambidestri. Il tutto previa apposizione della relativa marca da bollo, ça va sans dire.

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