La parola ai lettori – Salvataggi e speculazione

In merito a questo post, scrive il lettore Gianni:

Da profano totale, a me pare che ci sia una contraddizione insanabile tra una finanza che continua ad operare nella finzione di un “libero” mercato e un bailout a 360° su tutto il sistema economico. Voglio dire ha senso che da un lato si accetti che con warrant, futures e vendite allo scoperto ci sia chi scommette sul declino di certe aziende quando allo stesso tempo si compie uno sforzo titanico a spese del contribuente per salvarle ad ogni modo? Non sarebbe meglio sospendere certi strumenti finanziari che sembrano essere inventati apposta come acceleratori dei processi di declino? Io sono stato a lungo convinto della complessiva validità del liberismo economico come sistema, in particolare nella sua realizzazione americana. Devo dire che ultimamente però sono piuttosto confuso…

Il problema non sta negli strumenti finanziari che puntano (“scommettono” è termine fuorviante, pur se utilizzabile) sul ribasso e in ultima istanza sul fallimento di date aziende. Le aziende falliscono comunque, anche senza strumenti derivati e vendite allo scoperto: esiste una “ecologia” delle popolazioni aziendali che è alla base della fisiologia dei processi di mercato. La speculazione non è una piaga biblica, ma semplicemente l’azione di operatori che prevedono (come da etimologia del termine) un determinato andamento di mercato, e se sbagliano previsione ne pagano le conseguenze.

Come forse avrete notato, la fase più violenta del ribasso si è avuta durante la sospensione mondiale delle vendite allo scoperto. Ma il lettore ha ragione su un punto: quello che gli americani stanno facendo è cercare di salvare tutti e tutto, e questo non può avvenire. Meno che mai con i metodi utilizzati dal Tesoro di Paulson, che continuano a lasciare al comando il management responsabile dei disastri, alimentando in tal modo il moral hazard, presente e futuro.

Da ultimo, un piccolo caveat: non identifichiamo il liberismo economico con i mercati finanziari, e soprattutto non pensiamo che liberismo equivalga a completa assenza di regolazione. Quello che abbiamo avuto negli Stati Uniti negli ultimi tre lustri è stata la formazione ed il consolidamento di un’oligarchia finanziaria che con il liberismo c’entra poco e nulla. Ed il potere politico, al pari dei regolatori, è stato “catturato” da questa oligarchia.

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