Partenza in salita

Un nuovo sondaggio telefonico Rasmussen rileva il crescente indebolimento del supporto dell’opinione pubblica al pacchetto di stimolo dell’economia, che sta faticosamente cercando di farsi strada al Congresso. Solo il 37 per cento del campione sostiene la legislazione, il 43 per cento vi si oppone, e il 20 per cento non ha opinione consolidata. Si tratta di un trend preoccupante, visto che due settimane fa il rapporto tra favorevoli e contrari era 45-34, e la settimana scorsa era sceso a 42-39. Con un margine di 45 per cento contro 34 per cento, il sostegno è maggiore per un piano che includa solo tagli d’imposta.

Nel frattempo, la maggioranza Democratica al Senato non riesce a trovare l’accordo su una formulazione del pacchetto che consenta di ottenere una maggioranza a prova di filibustering, con sessanta voti favorevoli. E non solo per la scontata opposizione repubblicana, da sempre schierata a favore di tagli d’imposta, ma anche per le crescenti perplessità tra le fila dei Democratici, molti dei quali vorrebbero aumentare lo spend-out ratio, cioè la percentuale di interventi che stimolano la domanda aggregata nei primi 12-18 mesi dalla promulgazione della legge. Altri vorrebbero enfatizzare interventi di spesa ad impatto immediato e reversibilità più agevole, come i food stamps, la payroll tax holiday, i sussidi di disoccupazione ed i trasferimenti agli stati. Ma soprattutto resta da capire se la maggioranza Democratica si orienterà a stralciare dal pacchetto due provvedimenti che sono considerati alte priorità per Obama, come la riforma del sistema sanitario e lo sviluppo di energie alternative, ma che non forniscono immediato sostegno alla crescita.

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