Minima Summa – 3

Sempre per chi ha fretta:

  • Il piano di Obama è necessario, ma è lungi dall’essere sufficiente. Anche ammettendo che non ci siano sprechi nelle misure adottate né nella loro implementazione (cosa che non è vera);
  • La manifattura è in caduta libera, soprattutto per la evaporazione della domanda;
  • Finché il mondo non si libererà dell’eccesso di scorte involontarie prodotto dal crollo della domanda, continuerà ad essere notte, più o meno fonda;
  • Dalla manifattura il contagio della caduta della domanda si sta rapidamente estendendo ai servizi;
  • Le misure di sostegno al settore automobilistico in Europa sembrano produrre qualche primo, confortante effetto, almeno a livello di evidenze aneddotiche. Da qui potrebbe partire la stabilizzazione della manifattura, o almeno la riduzione del tasso di caduta della medesima. Resta una realtà di eccesso di capacità in molti settori manifatturieri globali, peraltro preesistente alla crisi, e che condurrà inevitabilmente a concentrazioni;
  • Il sistema finanziario mondiale è la maggiore incognita all’esito della crisi. Da quest’area potrebbe originare un decisivo contributo alla stabilizzazione o il Medioevo prossimo venturo;
  • I grandi progetti di “legal standards“, di qualunque cosa si tratti, non serviranno a risollevare né la fiducia né la congiuntura, e viaggiano su timeframes assai differenti da quello della crisi. I primi sono per dopodomani, la seconda per oggi. O per ieri;
  • I governi nazionali hanno capito assai poco di quello che accade, e per alcuni aspetti è un bene che sia così;
  • Il rischio di una ripresa a forma di L è lo scenario centrale, almeno al pretenzioso giudizio dell’autore di questo post.

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