La via italiana alla ripresa

Come creare robusti incentivi alla crescita della produttività ed alla innovazione tecnologica durante questa difficile crisi? Presto detto: Poste e Ferrovie dello Stato non saranno sottoposte alla stretta, prevista dal decreto-manovra, per le spese di consulenza, per la pubblicità e per l’organizzazione di convegni e mostre. La stretta salta con un emendamento al decreto incentivi approvato questa notte.

E’ stata infatti riscritta la norma del decreto manovra che limitava al 30 per cento (prima la soglia era del 40 per cento) il blocco delle spese per studi e consulenze e tagliava del 50 per cento i costi per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e sponsorizzazioni”. Il decreto aveva esteso la riduzione anche a ”società non quotate a totale partecipazione pubblica ovvero comunque controllate dai soggetti tenuti all’osservanza delle disposizioni”. Ora invece il taglio è limitato alle ”società pubbliche inserite nel conto consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall’Istat”. Così Fs e Poste, che sono fuori dal conto consolidato della Pa, non saranno obbligate ai tagli per consulenze, pubblicità e sponsorizzazioni.

Un impegno concreto, più pierre per tutti. Forse c’è una spiegazione: essendo Poste e Ferrovie tra i big spender pubblicitari, il loro budget potrà fornire ossigeno all’editoria, che ha sempre un ruolo critico per formare e condizionare le percezioni dell’opinione pubblica. Qualcuno ha parlato di costi della politica?

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