Sceneggiatori cercansi

*Post più o meno tecnico. O forse solo confuso.

Sul blog Naked Capitalism (uno dei più letti nella econoblogosfera, anche se la sua titolare tende a iperventilare un po’ troppo di frequente), uno scenario interessante ed inquietante:

La stagflazione sembrava impossibile fin quando non si è manifestata. Mi chiedo se potremmo finire con alti rendimenti obbligazionari provocati da timori riguardanti alti deficit fiscali, e con un minor tasso di inflazione sulle merci causata da minore spinta dei costi (i salari sono una significativa componente del costo della maggior parte delle merci, eccetto di quelle ad alta intensità di capitale). In realtà, potremmo avere salari nominali stagnanti con inflazione lievemente positiva, il che significa deflazione salariale. Se ciò fosse anche accompagnato da alti rendimenti, avremmo molti dei cattivi effetti della deflazione da debito descritta da Irving Fisher (alti rendimenti reali e ridotta capacità di servire il debito), perché i redditi reali del gruppo più indebitato si ridurrebbero.

Non male, come film horror. E si noti che, se i tassi reali dovessero salire, per il combinato disposto di timori sulla sostenibilità fiscale di lungo termine e assenza di bargaining power dei lavoratori (causata da alta disoccupazione e ridotta sindacalizzazione), la Fed sarebbe costretta a stampare sempre più moneta, e ciò farebbe aumentare il premio al rischio richiesto per investire in titoli del Tesoro americano ed in attività denominate in dollari. Non solo: anche i prezzi delle materie prime aumenterebbero, considerate riserva di potere d’acquisto in un mondo in cui il dollaro diventa carta straccia. E così via, fino al collasso finale. Ma ovviamente questo è solo un esercizio di futurologia, con valenza d’esorcismo. Ed anche perché abbiamo deciso di tentare di descrivere tutti gli esiti possibili della crisi, in modo da poter dire che anche noi avevamo previsto tutto.