Finalmente il premier si è ricordato che le elezioni politiche le ha vinte la Lega, e non il Pdl; che quest’ultimo è un partito il cui asse si sta progressivamente meridionalizzando e statalizzando nei ceti di riferimento, per la presenza della base elettorale di An; che la Lega punta decisamente a prendere il controllo del Nord del paese, e a divenire riferimento politico dei ceti di quelle regioni. Da qui la battuta para-leghista sulla Milano africana, peraltro immediatamente riecheggiata dal presidente uscente della provincia, il piddino Filippo Penati. Forse il premier farebbe bene a impegnarsi maggiormente per il si al referendum, potrebbe tornargli utile. Anche prima di quanto egli immagini.
Facce scure a Milano
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