Quelle termiti dei contribuenti

Nel magico mondo del consumerismo paraculo italiano, brilla la stella della Associazione Contribuenti.it. Che poi sono quelli che calcolavano l'”evasione fiscale” spaccando il decimo di punto percentuale, e pazienza se non di evasione si trattava, bensì di una misura di customer satisfaction nei confronti del fisco. Oggi, nell’imminenza dell’avvio del progetto di Banca per il Mezzogiorno (solo a leggerne il nome si è colti da orticaria) fortemente voluto da Giulio Tremonti, riecco la stessa associazione mentre mendica l’immancabile strapuntino nel comitato promotore della nuova-decrepita banca, dopo inevitabile captatio benevolentiae del ministro.

Il tutto supportato dall’imprescindibile sondaggio tirato a sfoglia, rigorosamente senza indicazione di metodologia. Perché notoriamente dove ci sono soldi pubblici ci sono associazioni di consumatori. Economicamente analfabeti, abilissimi nel trovarsi nomi evocativi di una rappresentanza sociale che non hanno, tradizionalmente presenti nel pantheon corporativo delle idrovore di denaro pubblico, ora tentano di accreditarsi verso il ministro che filosofeggia come un marxista, mentre tenta di far rientrare dalla finestra forme di parassitismo statalista di cui pensavamo di esserci faticosamente liberati. Più che in recessione, l’Italia è in permanente regressione.

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