Giavazzi sugli Arcana Mundi dell’Ocse

Su lavoce.info, il professor Francesco Giavazzi spiega molto meglio di noi tutte le insidie che si celano dietro il dato del superindice Ocse. Per farlo ricorre al concetto di crescita potenziale di lungo periodo vista dalla grandezza ad essa complementare, quella dell’output gap.

Una citazione su tutte, corsivo nostro, grassetto dell’autore:

Abbiamo detto che l’indicatore mostra i punti di svolta del ciclo stimati con riferimento all’output gap. Ciò significa che l’indicatore può migliorare vuoi perché l’output gap si è chiuso a parità di output potenziale, vuoi perché la stima dell’output potenziale si è ridotta. In altre parole, l’indicatore può migliorare semplicemente perché è peggiorata la stima degli effetti della crisi sulla crescita di medio periodo dell’economia. Ad esempio, se si stima che il tasso di disoccupazione di medio periodo dopo la crisi sarà più elevato di quanto non si stimasse prima, questo è sufficiente a far migliorare l’indicatore. Ciò significa che un suo miglioramento non è necessariamente una buona notizia. Paradossalmente, potrebbe indicare una cattiva notizia, cioè un aumento della stima degli effetti delle crisi sulla disoccupazione nei prossimi anni.

In sintesi, il ragionamento di Giavazzi ruota intorno a due punti :

  1. La crisi potrebbe avere ridotto il potenziale di crescita di lungo termine dell’economia. Quindi
  2. Il CLI Ocse è certamente utile come indicatore qualitativo di svolta, ma la sua utilità sul piano della previsione della magnitudine del fenomeno rischia di non essere elevata;

Pensate che bella notizia per l’Italia, già abituata ad avere un pil potenziale rachitico.

P.S.: corre l’obbligo di una precisazione su questo post del bravissimo Michele Arnese. E’ vero, le generalizzazioni sono sempre antipatiche e scorrette, per l’etichettamento che implicano. Il punto, però, è che molti giornalisti economici delle principali testate italiane (dobbiamo per forza fare i nomi?) hanno completamente “bucato” la notizia, appiattendosi sul trionfalismo governativo, e hanno completamente abdicato dalla funzione del cronista, che deve essere quella di scavare dietro e sotto la notizia. Persino Repubblica, con i suoi titoli, si è aggregata al coro: evidentemente loro sono più skilled nel porre domande sulle escort anziché sui dati macroecononomici. Andiamo avanti così, facciamoci del male.

Poi, Arnese sa come la pensiamo: in questo paese c’è un disperato bisogno di giornalismo economico, e avere piccole ma vitali realtà come 2+2 è prezioso. E questa continua a non essere una marchetta.

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