Il tassello mancante

Alla fine di questo mese, la Banca centrale europea terminerà il programma di acquisto sul mercato secondario di 60 miliardi di euro di covered bonds, deciso mesi addietro per stabilizzare il mercato delle obbligazioni a spread, oltre che per sostenere indirettamente il mercato immobiliare. Oggi il governatore della banca centrale greca e membro del board della Bce, George Provopoulos, ha segnalato la necessità di decidere che fare dei titoli di stato acquistati dalla Bce nell’ambito del Securities Markets Program (SMP). Programma che non ha un tetto massimo di acquisti, a differenza dei covered bonds.

Provopulos suggerisce che, malgrado l’assenza di clausola specifica, sarebbe forse possibile cedere i titoli della Bce  al famoso veicolo speciale da 440 miliardi di euro (European Financial Stabilisation Facility, EFSF). Il timore della Bce è evidente: che accadrebbe in caso di default di uno stato sovrano dell’euro di cui la Bce possiede i titoli, considerato che l’Eurotower ha un capitale di “soli” 77 miliardi di euro? Semplice, che la Bce dovrebbe essere ricapitalizzata dagli stati membri. Ma se ad acquistare quei titoli fosse il veicolo speciale, chi pagherebbe per il default? Sempre gli stati membri, si torna al via.

C’è anche un altro punto da considerare, e sono gli stress test bancari, annunciati in gran pompa dalla Commissione europea dopo che gli spagnoli, per rispondere alle insinuazioni tedesche, hanno deciso di rendere noto lo stato di salute delle proprie banche. Prima di entusiasmarsi occorrerebbe sapere che, giocando con alcune ipotesi, praticamente tutte le banche usciranno promosse a pieni voti. A quel punto, essendo tale esito del tutto irrealistico, riprenderà la turbolenza. Ad esempio, quale scarto verrà imposto, se mai verrà imposto, al possesso di titoli pubblici greci da parte delle banche europee? E di quelli spagnoli, o portoghesi, o irlandesi?

Ma c’è un altro punto che il mercato sembra non aver ancora metabolizzato: negli Stati Uniti, dopo lo stress test all’acqua di rose di Timothy Geithner c’erano i fondi del TARP, per ricapitalizzare. In Europa che ci sarebbe, di equivalente? Fondi pubblici, in aggiunta a quelli per gli stati sovrani previsti dal veicolo speciale? Aumenti di capitale attuati sul mercato? Non è dato sapere, al momento. Quello che è certo è che l’esito dello stress test confermerà quello che da tempo si pensa del settore bancario europeo: nessun colpevole, tutti colpevoli.

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