La tigre mediterranea – 2

Nel terzo trimestre del 2010 il prodotto interno lordo italiano è aumentato dello 0,2 per cento rispetto al trimestre precedente e dell’1,0 per cento rispetto al terzo trimestre del 2009. Le stime di consenso ipotizzavano un aumento congiunturale dello 0,4 per cento. Nello stesso trimestre, il Pil tedesco è cresciuto dello 0,7 per cento, quello francese dello 0,4 per cento, quello britannico dello 0,5 per cento. Il Pil spagnolo del terzo trimestre ha segnato una variazione nulla.

La variazione tendenziale del Pil italiano è pari nel terzo trimestre all’1 per cento. Che poi dovrebbe essere all’incirca il nostro Pil potenziale, cioè quello che non riduce né aggiunge disoccupazione, per semplificare brutalmente. La “crescita” del nostro Pil è stata fatta soprattutto dall’industria, come segnala Istat: pensate che accadrebbe in caso di rallentamento della Germania, evento peraltro ad alta probabilità di realizzazione. Un paese che non cresce finisce con l’autoalimentare il proprio debito, ponendosi su un sentiero di dissesto finanziario. Ma non c’è dubbio, la caduta del governo Berlusconi scatenerà quei cattivoni di “speculatori”: privarsi di un governo che ha presieduto ad una delle più vibranti (de)crescite d’Occidente è un vero suicidio.

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