Succede un quarantuno

Visto che il nuovo gioco di società di politici e media sembra essere la riscrittura dell’articolo 41 della Costituzione, in attesa che l’emergenza non-crescita imponga una patriottica patrimoniale notturna, segnaliamo la proposta del direttore di Italia Oggi, Pierluigi Magnaschi, che enfatizza l’importanza della tutela della concorrenza, trovando le radici di questo precetto nel pensiero di don Luigi Sturzo, nel Trattato di Roma del 1957 e negli articoli 81 ed 82 del Trattato di Maastricht, quello che alla nostra destra peronista e tassista è sempre rimasto sullo stomaco, per le più disparate e (soprattutto) illiberali ragioni.

Il risultato, nella elaborazione di Magnaschi, è un articolo 41 station wagon e molto didascalico ma piuttosto ben fatto:

«L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale, o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge garantisce la tutela dei consumatori e la fornitura dei servizi di interesse generale in regime di libera concorrenza, sanzionando chiunque operi per impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza. E’ incompatibile con il mercato in regime di concorrenza lo sfruttamento abusivo da parte di una o di più imprese di una posizione dominante sul mercato nazionale o su una parte sostanziale di questo»

Bel testo, ma c’è qualcosa che non quadra. Perché sfruttamento “abusivo” di posizione dominante, anziché sfruttamento tout court? Forse Magnaschi si è confuso con l'”abuso di posizione dominante“, che anche semanticamente nulla c’entra con lo “sfruttamento abusivo” della stessa. Forse che lo sfruttamento “legalizzato” di posizione dominante rappresenterebbe una situazione accettabile?  In questo caso, non c’è bisogno di alcuna modifica costituzionale, l’esempio ce lo ha fornito proprio l’attuale esecutivo. Si chiama Alitalia.

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