La non notizia del giorno

Come segnala il Wall Street Journal, in apparente carenza di eventi notiziabili, l’ultimo dato dell’indice dei direttori acquisti del settore manifatturiero, elaborato dalla società specializzata Markit, mostra una lieve accelerazione nell’espansione in Europa ad aprile, con l’indice che passa da 57,5 a 58. Ma c’è una divergenza, nell’euro area, ed è relativa alla altrettanto lieve decelerazione della crescita manifatturiera per Italia e Spagna, con la seconda ormai prossima al livello di 50 dell’indice, che segnala invarianza, e l’Italia poco sopra la variazione zero, come da consolidata tradizione.

Oggi, inoltre, è uscito l’indice di aprile dei direttori acquisti del settore dei servizi, che segnala un dato complessivo invariato, ma lievi flessioni della crescita per Germania, Francia e Italia. Il WSJ si chiede, retoricamente, come riuscirà la Bce a gestire condizioni di crescita asimmetrica, in quello che appare come il probabile primo ciclo restrittivo di politica monetaria dopo la Grande Recessione. E’ semplice: non potrà. Per questo motivo serve che il nostro paese tenti con ogni mezzo di alzare la propria crescita intorno al 2 per cento. In realtà accadrà l’opposto, ci troveremo a dover convivere con una crescita inferiore all’1 per cento, che aprirà fatalmente nuovi buchi di bilancio, aumentando per il nostro paese il rischio di auto-incravattamento.

Per domani è attesa la presentazione in consiglio dei ministri del mitologico “decreto sviluppo”, quello che dovrebbe dare attuazione alla non meno celebrata “scossa” di cui si è parlato freneticamente parecchie settimane addietro (come passa il tempo). Da quanto filtra, non sarà un evento neppure questo, a parte la conferenza stampa del premier, in cui verranno trattati temi assolutamente inediti, come l’imminente pericolo comunista. Domani ne parliamo, verificando se nel pacchetto esiste traccia di misure “francesi”. In alternativa, appuntamento alla manovra correttiva di giugno, nel corso della quale vi verrà spiegato che “non si può più crescere facendo deficit”.  E nessuno che verrà a dirvi che non si può più non crescere, come accade da anni.

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