Il default dell’informazione economica

Moody’s declassa la Grecia. Non è una notizia. E’ più notizia il fatto che al Corriere non capiscano che una ristrutturazione è un default (per capirlo servono competenze tecniche in materia), ma ancor più notizia è il fatto che non riescano a dare senso comune ad un traduzione dall’inglese, cosa che avrebbe risolto ogni problema.

Scrive infatti Moody’s, grassetto nostro:

Le principali determinanti del declassamento di oggi sono le seguenti:

  1. L’accresciuto rischio che la Grecia fallisca nello stabilizzare la propria posizione debitoria, senza una ristrutturazione di debito, alla luce di (1) la crescente scala dimensionale delle sfide di attuazione che il governo affronta, (2) le altamente incerte prospettive di crescita e (3) una storia di mancati traguardi negli obiettivi di consolidamento del bilancio;
  2. L’accresciuta probabilità che i supporter della Grecia (FMI, Bce e Commissione europa, noti come “Troika”) richiederanno, ad un certo momento futuro, la partecipazione dei creditori privati ad una ristrutturazione di debito come precondizione per il sostegno al finanziamento

E’ più chiaro? Dalla costruzione stessa delle frasi significa che per la Grecia è aumentato il rischio di non riuscire a stabilizzare il debito con mezzi diversi da una ristrutturazione. In altri termini, per la Grecia è aumentato il rischio di ristrutturazione, cioè di default. Non significa che o si ristruttura o si va in default, perché ristrutturare” significa ridurre il valore attuale netto dei crediti vantati verso un debitore. La distinzione non è di lana caprina, ma è sostanziale.

E’ assai probabile che si tratti di un lancio di agenzia “cucinato”, ma resta uno svarione, peraltro reiterato anche da Repubblica, che scrive:

(…) senza una ristrutturazione del debito cresce il rischio che il Paese possa andare in default

Ripetete con noi: la ristrutturazione è un default, non la ritinteggiatura di una parete né la creazione di una nuova stanza.

Ignoranza o insipienza

 

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