Spiccioli e sassate

La manovra economica vale 43,398 miliardi in 4 anni. A tanto ammonta la correzione del deficit, secondo quanto risulta da una tabella allegata al testo con tutti numeri della manovra. La correzione dell’indebitamento è di 5,3 milioni nel 2011, 151,8 milioni nel 2012. Sale a 17,876 miliardi nel 2013 e a 25,364 miliardi nel 2014.

Avete letto bene: la correzione (cioè la manovra netta annua, differenza tra entrate e spese) è dell’ordine di pochi spiccioli quest’anno ed il prossimo, e diventa una sassata sul Pil del paese in un anno elettorale ed in quello immediatamente successivo. Che tradotto, vuol dire che la manovra non sta in piedi, ed andrà rettificata al più tardi l’anno prossimo. Questo è solo l’ultimo capitolo della storia di un esecutivo convinto di essere in grado di truffare (intellettualmente parlando, sia chiaro) l’universo mondo, e che verrà sanguinosamente randellato dalla realtà.

Sfortunatamente, le randellate arriveranno anche ai cittadini. Ai quali diamo sin d’ora un suggerimento: poiché il risparmio da noi è sacro e costituzionalmente garantito, magnificato nelle sedi internazionali come polizza d’assicurazione contro i dissesti finanziari e sottoposto in patria a patrimoniale regressiva per celebrarlo, cominciate a risparmiare gli spiccioli: monete e monetine. Mettetele giudiziosamente in un sacchetto: potranno servirvi tra non molto, quando vi recherete sotto Palazzo Chigi-Grazioli per offrirle balisticamente a chi ha deciso di offrirvi un viaggio di sola andata per la Grecia.

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