E giù per li rating

Intervenendo ieri sera su Radio24 a Focus Economia, il corrispondente del Sole dagli Stati Uniti, Mario Platero, ha parlato, tra le altre cose delle conseguenze globali di un eventuale declassamento del debito federale. Di un punto dell’esposizione di Platero abbiamo capito poco, e soprattutto speriamo di aver capito male.

Quella che segue è la trascrizione letterale del punto sollevato da Platero (se non ci credete lo trovate anche qui, dal minuto 56:40):

«Se ci dovesse essere un passaggio da un triplo A ad un doppio A, questo sarebbe uno sconquasso, perché il triplo A americano è il punto di riferimento su cui tutte le organizzazioni di rischio…su valutazioni di rischio, sono calcolate. E dunque altri paesi, per esempio il nostro, si troverebbe ad avere una automatica svalutazione, e dunque aumenterebbe ulteriormente il nostro costo del denaro. Dunque, speriamo che questo non succeda»

Ora, a parte che il passaggio su “organizzazioni” e “valutazioni di rischio” è incomprensibile, e non solo per motivi di trascrizione e di colloquialità, la parte più sfiziosa e psichedelica è quella in cui Platero sembra suggerire che i rating sovrani siano calcolati in modo che il rating americano debba essere quello più elevato (“la tripla A delle triple A”), e che da esso discendano quelli del resto del pianeta. Così, sempre secondo Platero (sperando di aver capito male), se gli Usa fossero declassati, anche il resto del mondo lo sarebbe. Ciò significa che Germania, Francia, Canada diverrebbero a loro volta doppia A, in caso di downgrade degli Sati Uniti? Ovviamente no! Continuerebbero a tenersi la loro tripla A. Il tutto tacendo della “automatica svalutazione” (sic) che colpirebbe il nostro paese.

Ripetiamo, speriamo di aver capito male il ragionamento (invero confuso) di Platero. Se la nostra lettura fosse corretta, saremmo di fronte ad uno dei più galattici sfondoni della già assai poco gloriosa storia del giornalismo italiano, e dei suoi corrispondenti in particolare. Alcuni dei quali in passato hanno dimostrato di non essere esattamente delle aquile.

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