Sempre della serie correlation doesn’t imply causation, presentiamo qui sotto un’utilissima tabella, realizzata dal Financial Times su dati Crédit Suisse-Eurostat, che mostra la matrice dell’export dei paesi euro, intra- ed extra-Ue. Da essa si evince soprattutto un dato: il Belgio, per collocazione geografica, ha un intenso interscambio commerciale con Francia, Olanda e (soprattutto) Germania.
Se a questo aggiungete che l’export totale belga è pari a circa il 90 per cento del prodotto interno lordo del paese (di cui quello intracomunitario equivale al 55 per cento del Pil belga), si giunge alla assai poco sconcertante conclusione che l’economia belga è pesantemente dipendente dal commercio estero; segnatamente dall’economia europea e, ancora più segnatamente, da quella tedesca. Chiedendo venia per la disarmante banalità di questa “scoperta”, invitiamo tutti i sostenitori della tesi secondo la quale “il Belgio va bene perché non ha un governo”, a trovare altri luoghi comuni o, in subordine, ad attendere la prossima recessione tedesca. Che, a ben vedere, potrebbe accadere in coincidenza con la formazione di un governo belga “vero”. Nel qual caso, avremmo la “conferma” che i governi nuocciono gravemente alla salute, e la finale la giocheremmo in Islanda contro la squadra di Giulietto Chiesa.
