Di come Deutsche Bank aiuta la linea dura della Merkel

Pubblicati i conti del terzo trimestre di Deutsche Bank. I titoli di stato greci detenuti nel book “available for sale” sono stati ulteriormente svalutati, ricorrendo a prezzi di mercato ottenuti da fonti indipendenti. Quindi, nel corso dell’ultimo trimestre, Deutsche Bank ha abbandonato il pricing dei titoli greci in base alla decurtazione del 21 per cento del valore attuale netto, stabilito nell’eurovertice del 21 luglio scorso, che aveva invece utilizzato nel secondo trimestre.

A questo punto, attendiamo di verificare che avranno fatto le banche francesi in merito al pricing dei titoli greci, visto che nel secondo trimestre il criterio prevalente, oltralpe, era stato quello di valorizzare le posizioni non secondo prezzi di mercato (che le banche francesi hanno dichiarato essere inesistenti), ma secondo i modelli di cash flow originati dallo swap previsto dagli accordi di luglio. I dati di esposizione lorda e netta di Deutsche ai PIIGS sono riportati da Ft Alphaville. Interessante notare che la banca tedesca ha dimezzato l’esposizione netta anche a Spagna ed Italia, anche se il taglio non è avvenuto sull’esposizione al debito sovrano ma al canale retail. Fidarsi è bene, eccetera eccetera. Quindi, pare che DB abbia fatto i compiti a casa, negli ultimi mesi, e si sia anche applicata molto.

A questo punto, per quello che vale, la banca tedesca è in grado di reggere senza danni un pesante haircut greco, mentre lo stesso temiamo non si possa dire di alcune banche francesi. Ma occorre essere anche consapevoli che la Grecia è ormai diventata un sideshow, come direbbero gli anglosassoni, e che il bersaglio grosso sta altrove. Meglio non specificare dove. Ma Sarkozy farebbe comunque bene a non ridere troppo.