Singolare e plurale

Un interessante articolo di Paolo Manasse su lavoce.info analizza le sinergie tra blog economici  e pubblicazioni accademiche (fenomeno tipicamente americano), e successivamente giunge a chiedersi perché in Italia i blog economici sono “quasi esclusivamente collettivi”, citando gli esempi di nFA (che è amerikano ma di lingua italiana) e della stessa lavoce tra i blog “accademici”, e di Chicago Blog e Phastidio.net tra i blog “giornalistici”. E mai virgolette furono più appropriate, con tutto l’affetto per la corporazione dei giornalisti, a cui il vostro titolare appartiene per hobby.

Le motivazioni di tale tendenza all’aggregazione in nome collettivo del blogging economico in Italia, secondo Manasse, potrebbero essere ricondotte ad alcune ipotesi:

(…) dal lato della domanda d’informazione, 1) una minor cultura economica, una minor diffusione di internet e la barriera della lingua italiana implicano una minor dimensione del mercato italiano e dunque  limitano l’impatto dei blog economici (ma il successo de lavoce.info sembrerebbe contraddire questa ipotesi); dal lato dell’offerta di informazione, 2) l’elevato grado di concentrazione proprietaria dei media lascia minor spazio a iniziative individuali; 3) l’estrazione cattolica/post-socialista di molti economisti favorisce le iniziative “collettive”; 4) le attività di networking producono in Italia  maggiori vantaggi di quelle che passano per l’iniziativa individuale.

Considerazioni su cui riflettere. Ringraziando Manasse per la citazione (con un link attivo sarebbe stato quasi da urlo) ed il link, al vostro titolare preme sottolineare che Phastidio.net non è un blog collettivo, ma assolutamente e rigorosamente individuale. Forse la colpa è del vostro titolare, che da sempre ha il vezzo di usare la prima persona plurale in luogo della singolare. E’ vero che che, come diceva qualcuno, “solo i reali e le persone affette da verme solitario dovrebbero avere titolo ad utilizzare il noi“, ma la realtà è che il vostro titolare è da sempre piuttosto timido ad usare l’io, che appare forse come un po’ troppo assertivo. Occorrerà riflettere su questo aspetto.

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