La nave dei folli

Ieri, il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, al question time del Senato, ha lanciato una secchiata di realtà ghiacciata sul perdurante ed ormai stucchevole baloccamento dei nostri parolai su Iva ed Imu:

«L’eliminazione completa dell’Imu costa 4 miliardi e altrettanto il blocco di un punto dell’Iva, cifre che fanno ipotizzare interventi compensativi di estrema severità che al momento non sono rinvenibili»

Questa situazione è nota da tempo a chiunque abbia una dimestichezza minimale non tanto con la contabilità pubblica quanto con la realtà della congiuntura del paese.

Per non essere ulteriormente frainteso, Saccomanni ha precisato meglio il concetto:

«La situazione mostra dei segni che non sono precisamente incoraggianti, c’è un quadro peggiore, non solo una decrescita ancora seria, ma anche dati negativi per quanto riguardano il gettito delle imposte e anche dell’Iva»

Cioè si sta verificando quello che vi diciamo da sempre: la crisi si sta approfondendo, quindi il gettito d’imposta tende a calare e deve essere inseguito dal governo. Ma così facendo, anche agendo dal versante della spesa, si continuano ad iniettare nell’economia stimoli recessivi. Inoltre, il paese è impiccato alla soglia della procedura per deficit eccessivo, il 3 per cento di deficit-Pil, e da lì non può muoversi. Tutto quello che vi è stato detto nelle ultime settimane, riguardo improbabili risorse liberabili entro i vincoli europei, sono leggende metropolitane o, nella migliore delle ipotesi, il wishful thinking di spendersi la differenza tra la soglia del 3 per cento del deficit-pil ed il valore previsto per il prossimo anno per il nostro paese, che peraltro il nostro DEF pone ad uno psichedelico 1,8 per cento. Null’altro. Quello che non vi dicono è che le stime ufficiali di deficit-Pil per il 2014 sono eufemisticamente ottimistiche.

L’altra canzoncina ricorrente, nel “dibattito” politico su questi temi, è che si libereranno risorse sfoltendo le agevolazioni fiscali. Anche qui, si toccheranno i carichi di famiglia o gli interessi su mutui? E perché sinora non è stato fatto, malgrado se ne parli da anni, così come da anni si parla di rifondare il catasto per rendere le valutazioni immobiliari più aderenti alla realtà di mercato? Osservate la drammatica divaricazione esistente tra proclami e realtà: continua a non essere chiaro se si tratti di crassa ignoranza o di che altro.

Merita, in questo inverecondo teatrino, segnalare le reazioni di Renato Brunetta, l’uomo che sprizza frustrazione anche quando è felice. Nei confronti di Saccomanni siamo ormai prossimi alla soglia della dissociazione. Anzi, l’abbiamo superata:

«Ricordo al ministro Saccomanni che è un ministro tecnico di un governo di coalizione e che meno parla meglio è»: lo dice il capogruppo del Pdl alla Camera Renato Brunetta commentando le ultime affermazioni del titolare dell’Economia sulla possibile rimodulazione dell’Imu. «E’ un ministro tecnico – aggiunge – e farebbe bene a attenersi alle indicazioni di maggioranza» (Ansa, 11 giugno 2013)

Quando serve, però, Saccomanni deve estrarre conigli dal cilindro:

«Le risorse si troveranno. L’Iva non aumenterà, così come sarà eliminata l’Imu per la prima casa. Siamo sicuri che Letta manterrà gli impegni e che dirà una parola di chiarezza». Lo afferma il capogruppo Pdl alla Camera, Renato Brunetta, che esclude una “manovra correttiva”. «I ministri tecnici servono a questo: a risolvere i problemi» (Ansa, 14 giugno 2013)

I ministri tecnici devono credere, obbedire e combattere (perché sennò è un vulnus per la democrazia) ma anche risolvere i problemi, impegnandosi in un epico wrestling con la realtà, quindi. Ma perché Brunetta, che è un politico-tecnico (almeno a sentirlo parlare), non spiega in dettaglio come recuperare quegli otto miliardi?

Delle due, l’una: o siamo di fronte a soggetti che sono così sconnessi dalla realtà da venirne massacrati, portandosi dietro un intero paese, come pifferai di Hamelin; oppure siamo di fronte a tattiche di soggetti che sanno perfettamente come stanno le cose ma inscenano quotidianamente questa indegna manfrina per esclusive finalità elettorali, avendo come unico obiettivo nuove elezioni, e lavorano per questo obiettivo oltre che per far ricadere sugli avversari (ed “alleati” di governo) la colpa della mancata realizzazione dell’Eden in Terra. Ma se le cose stanno in questi termini, appare assai poco razionale voler vincere le elezioni per poi dovere amministrare un paese in disfacimento ben oltre il punto di non ritorno. E quindi ricadiamo nella prima ipotesi, quella della disconnessione dalla realtà.

Comunque stiano le cose, era tutto previsto: bastava guardare (la realtà) e non ascoltare (le sirene dei venditori del Colosseo).

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P.S. A proposito di formule magiche e di correlazioni che divengono causalità, sull’Imu prima casa che sarebbe alla base del crack del mercato immobiliare italiano, eccovi una correlazione su cui dovremo costruire una narrativa ad hoc:

«La serie storica delle compravendite prodotta dall’Agenzia del Territorio evidenzia una riduzione del loro numero nel 2012 – anno della reintroduzione dell’Imu sulla prima casa -, ma una riduzione si registrò anche nel 2006 e nel 2007, anni in cui sulla prima casa si applicava l’Ici, e soprattutto nel 2008, anno a partire dal quale quest’ultima imposta non si pagò più»

Certamente, deve essere qualcosa relativa alle macchie solari. Se solo riuscissimo a venderle come piattaforma elettorale, sarebbe fatta.

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