Brunetta, il maestrino dalla copertura in rosso

Proseguono le lezioni di finanza pubblica del professor Renato Brunetta. Anzi, si intensificano, ora che la sua Forza Italia è praticamente con un piede e tre quarti fuori dalla maggioranza di governo, ed il Nostro può issarsi in cattedra e scagliare l’ennesima pietruzza, contando sulla genetica amnesia di elettori e commentatori italiani.

Oggi, ad esempio, Brunetta se la prende con l’ipotesi di maxi-acconti Ires ed Irap a copertura della cancellazione della seconda rata Imu, una delle pagine più disgustose del già ributtante teatrino della politica italiana. Secondo Brunetta, tale copertura

«(…) ci porterà irrevocabilmente all’apertura di una procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea, secondo la quale noi non avremmo potuto e non potevamo, non possiamo coprire un taglio di tasse, perché ricordo che l’Imu seconda rata è un taglio di tasse» con la copertura prevista dal Governo.

Brunetta ha ragione da vendere, perché

«(…) La copertura viene trovata attraverso un prestito forzoso nei confronti di famiglie e imprese, dicendo loro: avete presente quello che avete pagato nel 2013? Ecco, nel 2014 pagherete certamente oltre il 100% di quello che avete pagato quest’anno. Questo è un prestito forzoso, insopportabile dal punto di vista economico, anche perché il 2013 va male, il 2014 va male, come si fa a chiedere più soldi nel 2014 rispetto al 2013? Ma soprattutto è impossibile perché le regole contabili europee impediscono ai governi di fare giochetti di questo tipo a meno che non vengano trasformati in debito, perché questo diventa un debito e quindi è impossibile usare di queste coperture per coprire un taglio di tasse»

Tutto vero, si tratterebbe di una copertura demenziale, tale da creare ulteriori tensioni di liquidità alle imprese (e, in caso, anche alle famiglie), e soprattutto rischierebbe di essere assimilata a nuovo debito. Tuttavia, ci preme ricordare che quello che parla in questi termini così condivisibili è il gemello del Brunetta che, settimane addietro, aveva scoperto la pietra filosofale delle coperture, tutte rigorosamente una tantum e/o frutto di anticipazioni di entrate e rinvii di spesa. Ricordate ad esempio questo punto del decalogo del perfetto illusionista sotto copertura?

Anticipazione al 2013 del versamento di accise dovute dalle imprese a gennaio 2014 (gettito: 1,5 miliardi)

Che è perfetta, come copertura, no? E di certo non susciterebbe alcuna levata di sopracciglio non tanto a Bruxelles, quanto tra le persone dotate di intelligenza media, giusto? Il free riding verso il baratro prosegue, un giorno tutte queste macerie saranno vostre.

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