Tenetemi o internazionalizzo – 2

E dopo quello del ministro della Difesa, venne il tempo di Mrs. Pesc:

“Le condizioni di salute di Massimiliano (La Torre) non soltanto preoccupano molto, ma cambiano anche la situazione” ed il governo “sta riflettendo su come cambia anche il modo di reagire” nella vicenda dei due marò bloccati in India da oltre due anni e mezzo. Lo dice il ministro Federica Mogherini, aggiungendo che “la internazionalizzazione della gestione della vicenda è pronta” ma intanto si sta lavorando “anche per riaprire nuovi canali di dialogo con il nuovo governo indiano” (Ansa, 2 settembre 2014)

Non è chiaro in cosa le condizioni di salute di La Torre cambino la vicenda. Nel senso che la vicenda andava incardinata nella direzione che il governo e la Mogherini stessa avevano annunciato al momento dell’ingresso a Palazzo Chigi. Eppure, qualcosa continua a non quadrare, nella scansione temporale di questa assurda vicenda.

Si era partiti sulla strada della continuità, in effetti:

La via che seguiamo sul caso marò è la stessa del precedente Governo ed è quella dell’internazionalizzazione della vicenda. Una via che richiede un profilo di responsabilità massima in questa fase che è delicata”. Lo dice il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, nel suo primo intervento al Senato sul dl missioni (Ansa, 26 febbraio 2014)

In effetti, meno di un mese dopo questa prima dichiarazione, Mogherini ed il governo parevano aver varcato il Rubicone:

Sul caso marò “abbiamo mandato l’ultima nota verbale la settimana scorsa” a New Delhi, “il prossimo passaggio può essere l’avvio di un arbitrato internazionale: ne discuteremo con loro e con i loro avvocati”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Federica Mogherini, alle Commissioni Esteri di Camera e Senato (Ansa, 18 marzo 2014)

Ad aprile, il governo italiano ribadisce che il tempo dei penultimatum è scaduto lanciando l’ennesimo penultimatum. I sintomi dell’annuncite erano purtroppo già conclamati:

Sul caso dei marò “si apre una fase nuova”, la “procedura internazionale”, già avviata con l’invio in India di una nota verbale. Un primo passo che se non darà esiti sfocerà nel ricorso a strumenti internazionali, quali l’arbitrato. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, intervenendo ad un’audizione al Senato (Ansa, 24 aprile 2014)

Il mese successivo, qualcuno si accorse che l’India aveva cambiato la guida del governo federale:

“Aspettiamo il giuramento e la formazione del governo di Modi. E’ chiaramente presto per dirlo”. Lo ha detto il ministro per gli Affari Esteri Federica Mogherini rispondendo ad una domanda dei giornalisti sulla situazione dei marò dopo il risultato delle elezioni in India. “L’Italia – ha aggiunto Mogherini – ha già avviato l’internazionalizzazione della controversia e procederemo quindi su questa strada” (Ansa, 19 maggio 2014)

Curioso che, a soli tre giorni da questa dichiarazione, e a tre mesi da quella di insediamento, in cui rivendicava la continuità dell’azione del governo Renzi con quella del governo Letta, Mogherini proclami invece che è arrivata la discontinuità:

Il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, rivendica al governo Renzi la scelta di puntare alla “internazionalizzazione della vicenda” dei due marò trattenuti in India, cosa che “non era stata fatta prima”. “Non è una questione bilaterale”, ha detto Mogherini a Radio24, ricordando che i due partecipavano a una missione anti-pirateria inserita in “un sistema internazionale”. Il ministro ha peraltro aggiunto che la soluzione del caso “non sarà un percorso facile: bisogna essere realisti e dire la verità, a loro e agli italiani” (Ansa, 22 maggio 2014)

Verissimo. Allo stesso modo in cui agli italiani bisognerebbe spiegare cosa diavolo sarebbe questa fantomatica “internazionalizzazione”, e quali passi formali preveda. Cosa che sinora non è avvenuta, lasciando il posto a queste stucchevoli dichiarazioni, in cui ogni volta si dice che stiamo per procedere all’internazionalizzazione, che la questione non è bilaterale, ma anche che stiamo cercando di aprire un canale di comunicazione con le autorità indiane. A due anni e mezzo di distanza dall’inizio della vicenda è un gran risultato, per questo governo e per chi lo ha preceduto.

Nel frattempo, il premier indiano ha già trovato modo di invitare Renzi a “fidarsi della giustizia” del suo paese, e vissero tutti felici e contenti. Il problema è che l’eventuale problema di salute di uno dei due marò, oltre a non essere virale sul secondo, non può essere considerato determinante per sbloccare la vicenda, in una direzione o nell’altra. Attendiamo quindi fiduciosi che il governo ci spieghi cosa è l’internazionalizzazione e quali passi formali stanno per essere compiuti. Ottima occasione per aggiungere una slide al sito dei mille giorni, e combattere il pernicioso virus dell’annuncite, soprattutto quando si gioca con la vita delle persone.

La vita è un gigantesco cronoprogramma, dopo tutto, costantemente frustrato. A noi però resta un dubbio: arriverà prima la flessibilità o l’internazionalizzazione?

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