Non avete più alibi? Ve ne forniamo noi

Vi è stato detto quanto è importante, fondamentale, imprescindibile fornire un quadro certo agli investitori ed alle imprese, per assicurare il futuro di un paese, vero? Vi hanno detto che l’incertezza è puro veleno per tutti gli agenti economici, e che la sua persistenza in contesti normativi densamente popolati da clown sofferenti di annuncite è altrettanta garanzia di fallimento, vero? Allora abbiamo la notizia che fa per voi.

Si legge sul Sole di oggi, in un articolo a firma di Luca Gaiani. Riguarda la presunta eliminazione della componente riferita al costo del lavoro dalla base imponibile Irap. Quel provvedimento che sino a ieri ci pareva il fiore all’occhiello di una legge di Stabilità zeppa di aree grigie, di clausole di salvaguardia agli steroidi e di aumento di tassazione del risparmio, oltre che di tremontiani tagli agli enti locali. Ebbene, oggi apprendiamo che anche il taglio Irap è destinato ad essere un miraggio di eccezioni; ed anche, e soprattutto, che alcune aziende già beneficiate dallo strombazzato taglio “in doppia cifra” dell’Irap medesima, avranno una brutta sorpresa, a breve.

Tutto si riconduce al tentativo di premiare le aziende che hanno personale a tempo indeterminato. Ed infatti saranno solo loro a beneficiare del taglio Irap:

La bozza di disegno di legge di stabilità per il 2015 prevede importanti modifiche nell’articolo 11 del Dlgs 446/97 (legge Irap). Vengono innanzitutto confermate le attuali deduzioni previste per i dipendenti a tempo indeterminato (oneri contributivi e quote fisse per ciascun addetto di 7.500 euro elevate a 13.500 per donne e giovani under 35), nonché quelle per l’incremento occupazionale e per le imprese di ridotte dimensioni. Si prevede inoltre che, limitatamente ai lavoratori assunti con contratti a tempo indeterminato, il costo del lavoro sostenuto, per la parte che eccede quanto già oggi deducibile, viene portato in diminuzione della base imponibile. Il risultato è l’azzeramento di questa componente dell’imponibile regionale. Di fatto, con decorrenza dall’esercizio 2015, chi ha alle proprie dipendenze soltanto lavoratori a tempo indeterminato dedurrà integralmente il costo sostenuto, con l’imposta regionale che, per questa parte, viene ad azzerarsi. L’Irap continuerà a gravare sul risultato operativo (differenza tra valore e costi della produzione), maggiorato di eventuali accantonamenti nonché di perdite e svalutazione dei crediti. Nessun ulteriore sconto viene invece concesso per il costo dei dipendenti a tempo determinato, nonché per i lavoratori parasubordinati (co.co.co. ed amministratori di società, nonché autonomi occasionali, cioè senza partita Iva), il cui costo, pur rientrando nel risultato operativo del bilancio, resta indeducibile e “pagherà” ancora l’Irap

Secondo voi, questa misura incentiverà le aziende a trasformare i rapporti da tempo determinato a tempo indeterminato? Noi avremmo qualche lieve dubbio ma nulla si può escludere, nella vita. In fondo, come ben sapete, gli agenti economici rispondono ad incentivi. Sfortunatamente, in Italia gli incentivi tendono ad essere particolarmente perversi, nella loro creatività.

Altro giro, altra chicca. Le nuove deduzioni Irap si accompagnano al ripristino della precedente aliquota del 3,9%. Avete letto bene. Ed ora leggete il resto, sempre dal Sole:

Viene cioè abrogata la norma (articolo 1 del Dl 66/2014) che aveva disposto un taglio generalizzato del 10 per cento. Le imprese industriali e commerciali applicheranno dunque l’Irap secondo la precedente misura del 3,9% (salve le maggiorazioni per le regioni in deficit sanitario), con una forte penalizzazione di chi, non avendo dipendenti, subisce invece elevati oneri finanziari. La decorrenza di quest’ultima norma (ripristino delle vecchie aliquote) non è specificata dal provvedimento.

Notevole, no? Se siete un’azienda che ha iniziato a beneficiare del taglio Irap deciso quest’anno, ed avete solo o prevalentemente dipendenti a tempo determinato (o se non avete dipendenti), per voi è previsto un bel reset, e tornerete a pagare pressoché come nel passato. Per tutte le altre imprese, chi più chi meno, sappiate che il governo pensa a voi. Vi è stato detto che non avevate più alibi, giusto? Ebbene, ora ve ne arriveranno molti altri. Chissà se il presidente di Confindustria ha già letto questo articolo, a proposito.

Sostieni Phastidio!

Dona per contribuire ai costi di questo sito: lavoriamo per offrirti sempre maggiore qualità di contenuti e tecnologie d'avanguardia per una fruizione ottimale, da desktop e mobile.

Per donare, clicca qui!