Il microdiscredito

Ieri sera, a Dimartedì, su La7, il responsabile economico del Pd, Filippo Taddei, ha difeso la tassazione ad aliquota marginale del Tfr in busta paga, e lo ho fatto con argomentazioni che lo qualificano come l’erede naturale di Muhammad Yunus.

In pratica, sostiene Taddei, è vero che il lavoratore che richiede il Tfr in busta paga sarà tassato ad aliquota marginale, ma è altresì vero che l’iniezione di liquidità derivante da questa riappropriazione di ciò che è comunque suo, servirà in molti casi ad evitare di rivolgersi alle banche per chiedere un prestito personale.

Ora, messa in questi termini, la misura del Tfr in busta paga sembrerebbe concepita come una tecnica di riduzione del danno o di ottimizzazione del costo del denaro, per soggetti che stanno affogando o che sono liquidity constrained, come direbbero quelli che hanno fatto il militare a Cuneo. Se poi i soggetti sono pure credit constrained, nel senso che non sarebbero comunque in grado di accedere al credito bancario, allora che volete che sia il piccolo e trascurabile costo di pagare tasse piene sull’anticipo in busta paga del Tfr? E’ un po’ come la pelle del viso dopo alcune iniezioni di botulino: non fa una grinza. E per usare le parole di Taddei:

«La domanda è: tu, lavoratore, preferisci pagare 50 euro in più di tasse per dei soldi tuoi o 100 euro di interessi in più per un prestito e quindi per soldi che devi restituire?»

Eh. Tutto molto bello, avrebbe detto Bruno Pizzul, questo microcredito gabelliere. La sinistra nella sua massima espressione, corre in aiuto ai sofferenti emarginati dallo spietato mercato. Una costruzione talmente elegante ed ottimizzante che potremmo anche ignorare (o meglio scordare) quanto dichiarato da Taddei solo pochi giorni addietro, sulle condizioni imprescindibili alla base dell’operazione-Tfr. La terza che hai detto, in particolare:

Perché, vedete, la “Generazione Renzi” ha questo, di bello: vanno così veloci che il pallone è costretto ad inseguirli, un po’ come accadeva a Garrincha. E poi, come effetto collaterale di questo vulcanico attivismo volto a rivitalizzare questo esausto ed irriconoscente paese, tendono a soffrire di amnesie già in giovane età. Patologia professionale che in Taddei appare già di gravità tale da giustificare un intervento Inail. Dovremmo essere più grati a questi ragazzi, che stanno immolando i loro neuroni e la loro buona fede sull’altare della nostra rinascita economica.

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