Piccola collezione di colpi di sole post ferragostani per ingannare il tempo in attesa del dissesto. Per fornire ennesima prova della propria esistenza in vita, ieri la sedicente associazione di consumatori Codacons ha lanciato un’idea per “salvare” MPS, forse prendendo alla lettera una nostra provocazione di qualche tempo addietro. Sfortunatamente per i nostri eroi, la papera continua a non galleggiare ma il lancio di agenzia resta la nostra disciplina olimpionica preferita.

In una intervista a l’Unità, il responsabile economico del Pd, Filippo Taddei, riflette sul pessimo dato del Pil italiano del secondo trimestre. La novità non è l’ormai abituale e falso ritornello del “così fan (male) tutti”, quanto la base su cui, secondo Taddei, poggerebbe la presunta resilienza dell’economia italiana.

Oggi, su l’Unità, compare un commento del responsabile economico del Pd, Filippo Taddei, sulla proteiforme “ripresa” che staremmo vivendo. C’è qualcosa di vagamente fattuale, nelle considerazioni di Taddei, ma anche moltissimo di soggettivo. Del resto, nel paese che ha mandato al macero il fact checking a causa della propria innumeracy, non poteva essere altrimenti.

Avvistato oggi, su Avvenire:

Filippo Taddei è il responsabile economico del Pd. Maneggia i dati sensibili, replica a chi si oppone e spesso si prende la responsabilità di indicare gli obiettivi di Renzi:
«Entro pochi anni l’Italia avrà una pressione fiscale sotto il 40 per cento. E nel 2016 recupereremo per intero la disoccupazione persa in 6 anni di crisi, andando anche oltre. Dal 2010 abbiamo perso circa 950mila posti di lavoro, negli ultimi 9 mesi ne abbiamo ripresi circa 325mila»

Ora, premesso che siamo ragionevolmente certi che Taddei non si occupa di schedature dei cittadini (cioè non “maneggia i dati sensibili”), e premesso pure che “recuperare la disoccupazione persa” pare frutto di fraintendimento dell’intervistatore, temiamo ci sia un errore nella trascrizione dell’intervista.

Oggi su Repubblica compare un’intervista a Filippo Taddei, responsabile Economia del Pd. In essa, tra le altre cose, Taddei spiega per quale motivo, in quella che sarebbe o dovrebbe essere una ripresa del mercato italiano del lavoro, si nota una bizzarra anomalia, di quelle che impediscono di mettere il segno di spunta alla lista di circostanze che identificano una ripresa degna di questo nome: l’assoluta stagnazione del tasso di posti vacanti. Come la vede Taddei, quindi?

Facciamo un esperimento del pensiero, seguite la sequenza. Per avere occupazione, occorre che ci sia crescita. Non è sempre e comunque vero, a dirla tutta, perché nelle prime fasi di ripresa dopo una crisi economica l’occupazione non aumenta subito, visto che le imprese prima ricorrono agli organici esistenti. Ma sul principio astratto siamo comunque d’accordo, lasciando per un attimo da parte le magie della Renzinomics? Bene.

Questa sera, a Otto e mezzo, il responsabile economico del Pd, Filippo Taddei, ha affermato che il premier Matteo Renzi non avrebbe mai promesso tagli di spesa per 16-20 miliardi, ma che quell’importo era relativo alla manovra complessiva per il 2015. A beneficio di Taddei, che soffre di amnesie già alla sua giovane età, oltre che a beneficio di Matteo Renzi e degli italiani che a loro volta tendono a soffrire di danni alla memoria di breve termine (circostanza che da lustri è alla base della miseranda condizione di questo paese), oltre a ricordare l’intervista di Renzi del 3 settembre al direttore del Sole (che non ci risulta sia stata smentita, ad oggi), vi mostriamo la cosuccia che segue.

Si, lo sappiamo: in politica è sempre possibile cambiare idea, e comunque cambiano situazioni, interlocutori, fasi lunari, macchie solari e quant’altro. Al netto di ciò, è sempre utile tentare di tenere il record delle dichiarazioni pubbliche dei policymaker, veri o presunti. E così oggi vi segnaliamo la presa di posizione del responsabile Economia e Lavoro del Partito democratico, che immaginiamo non sia a titolo personale.