Il buco col bulletto intorno

Dalla relazione tecnica alla Legge di Retroattività 2015 (quella che i media si ostinano a chiamare Legge di Stabilità), si legge una cosina interessante, che forse è stata scritta dallo spirito burlone della buonanima di Max Catalano. Oltre a ciò, però, si legge anche un numeretto. E quello è il problema, soprattutto per un premier che va a Bruxelles a fare il Piccolo Gatsby e a motteggiare che “un paio di miliardi ce li possiamo mettere domattina”.

Dunque, nella relazione tecnica si legge, secondo l’agenzia Radiocor:

La “tassazione (aliquota marginale) penalizzante rispetto allo schema Tfr” che si applicherebbe sulla busta paga “potrebbe esercitare un effetto disincentivante all’esercizio di adesione da parte del lavoratore”

Sublime, non trovate? Come diceva Catalano, “meglio vivere bene con due pensioni che tirare a campare con una sola”. Diciamo che questo effetto disincentivante sarà ignorato da quanti hanno un terribile bisogno di quei pochi euro in busta paga. Mentre attendiamo che Filippo Taddei si esibisca in nuove scalate di vetrate, segnaliamo anche la stima delle richieste, sempre contenuta nella relazione tecnica. E qui sarebbe davvero utile conoscere la metodologia, ma non vorremmo essere frivoli:

[…] in via “cautelativa, una percentuale crescente del flusso di Tfr” in busta paga “in ragione della dimensione d’impresa”: il 40% per le imprese fino a 10 addetti, il 50% tra i 10 e i 50 e il 60% per quelle oltre i 50.

E vabbè, modalità flip a coin ON. Ma quello che è ancora più interessante è il fatto che le entrate da Tfr in busta paga tassato ad aliquota marginale sono quantificate a 2,246 miliardi di euro per il 2015. Ora, la domanda sorge spontanea: e se non vi fosse la richiesta preventivata dal governo, e questi 2,2 miliardi di entrate si rivelassero scritti sull’acqua? Che facciamo, alziamo qualche accisa, ci inventiamo un tributo a decorrenza 2007 o che altro? E andiamo avanti.

P.S. Ma voi, avete capito che l’operazione Tfr serve esclusivamente a fare gettito, vero? Non a caso, è preclusa a dipendenti pubblici perché quella sarebbe SPESA.

Lettura complementare consigliata: l’analisi di Tito Boeri su lavoce.info (spoiler: tasse e mancette)

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