Stati di estrapolazione

Dopo una settimana di silenzio, la realtà torna alla guida:

Le indicazioni di Confindustria sulla crescita del Pil italiano “non sono una previsione, ma una estrapolazione teorica condizionata a fattori potenziali come il calo del petrolio, il cambio euro-dollaro e l’intervento della Bce”. Lo precisa il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, rispondendo ad una domanda sul recente documento del Centro Studi che ha indicato un possibile +2,1% riferito al 2015. Squinzi ha spiegato che “non è una previsione”. Quello di Confindustria era infatti un calcolo basato su “fattori che se si confermassero nella stessa direzione – spiega Squinzi – potrebbero darci dei cambiamenti forti anche se la mia personale previsione è molto più prudente”. In generale comunque, secondo il leader degli industriali, “qualcosa sta cambiando nelle condizioni che si stanno verificando all’esterno, fortunatamente abbiamo in questo momento una serie di fattori che sembrano a favore dell’economia e potrebbero smuovere la situazione, anche se nei dati di dicembre e gennaio non abbiamo visto grandi segni di ripresa” (Ansa, 6 febbraio 2015)

Interessante.

Soprattutto il riferimento a “condizioni che si stanno verificando all’esterno”. Anche qui, qualcuno lo aveva segnalato per tempo. Ora, abbiamo un problema: perché pubblicare un documento di ricerca con cappello a dir poco sensazionalistico, reso tale dalla mancata specificazione delle condizioni metodologiche che hanno portato a quel “numerone”, e senza specificare che non di previsione si trattava? Anche la credibilità vuole la sua parte, non trovate? Se proprio non vogliamo il rigore nei conti pubblici, cerchiamo di metterlo almeno nella ricerca economica e nel modo di divulgarla. E visto che nei prossimi giorni usciranno le previsioni ufficiali e “vere” del Centro Studi Confindustria, che mostreranno per il 2015 una stima di crescita intorno allo 0,6-0,8%, tanto vale chiarire prima come stanno le cose.

Anche perché altrimenti qualcuno potrebbe crederci:

La crescita del pil nel 2015 sarà “più vicina alle stime della Confindustria che a quelle dell’Ue (+0,6%). Lo dice il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi intervenendo ad Agorà su Rai3. Guidi si dice “convinta profondamente” che “la macchina si sia rimessa in moto” (Ansa, 4 febbraio 2015)

Uno non vede granché, l’altra è percorsa da good vibrations. Entrambi sono imprenditori, anche se una è in prestito alla Repubblica. E’ un mondo terribilmente complesso, l’Italia.

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