Kafka era un dilettante

di Daniele Muritano

In Italia esiste una legge che obbliga chi trasferisce a titolo gratuito un bene (mobile o immobile) di rilevanza culturale, a comunicarlo entro 30 giorni alla competente Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici. La sanzione, inspiegabile, irragionevole e sproporzionata riguardo ai beni immobili, trattandosi di atti facilmente reperibili consultando online il catasto e i registri immobiliari (e “al netto”, diciamo, della norma che impone alla p.a. di non richiedere ai cittadini dati di cui è già in possesso, ma tant’è…) è la reclusione fino un anno e la multa da euro 1.549,50 a euro 77.469.

A un cittadino italiano, qualche giorno fa, è stato notificato un decreto penale di condanna alla sanzione di 600 euro per avere tardivamente denunciato alla competente Soprintendenza la cessione gratuita di un bene immobile di rilevanza culturale (si trattava di un palazzo storico).

La cessione era avvenuta il 6 giugno 2011. Il cittadino aveva denunciato il trasferimento con una lettera raccomandata inviata il 13 giugno 2011, ricevuta dalla Soprintendenza il 17 giugno 2011, quindi entro il termine di 30 giorni. Alla Soprintendenza, su sua richiesta, era stata inviata anche una copia autentica dell’atto.

Lo sfortunato cittadino, tuttavia, per mero errore materiale (probabilmente a causa di un copia&incolla) aveva datato la lettera di denuncia 6 giugno 2006 e non 6 giugno 2011. E, ulteriore sfortuna, nella lettera si diceva che l’atto era stato stipulato “in data odierna”.

Evidentemente il burocrate di turno ha ritenuto che il povero cittadino italiano avesse denunciato nel 2011 una cessione stipulata nel 2006 e ha fatto rapporto all’autorità giudiziaria.

La domanda sorge quindi spontanea: si può condannare penalmente un cittadino per avere tardivamente (nel 2011) denunciato un atto di cessione non stipulato nel 2006?

Naturalmente il nostro sfortunato cittadino dovrà opporsi al decreto penale, pagare un avvocato etc. etc.
Probabilmente il nostro sfortunato cittadino sarà assolto, ma avrà perso tempo e denaro per colpa di una sorta di “eterogenesi del formalismo agnostico”.

Questo accade in Italia, nel 2015.

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Daniele Muritano, nato a Reggio Calabria il 10 aprile 1964. Sposato, un figlio 14enne che gioca a basket.
“Emigrato” dopo avere superato il concorso notarile, opera ad Empoli dal 1994.
Autore di varie pubblicazioni in materia giuridica (libri e articoli).
Durante il giorno invece di pranzare va in bicicletta. D’inverno corre e gioca a tennis.
Legge un po’ di tutto e tutti i venerdì sera gioca a Subbuteo.
E, last but not least, suona il piano jazz.

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