La teoria del razzo

Datemi una leva negoziale, e solleverò me stesso tirandomi per le stringhe:

«Chi viene a investire in Grecia se si parla continuamente di “Grexit”, della nostra uscita dall’euro? Parlare di “Grexit” è velenoso. Quando cesserà, e questa è una scelta politica, ci sarà un rimbalzo, molta esuberanza, persino il rischio che si creino bolle»

Se però Bruxelles non accetta il vostro piano…
«Potrebbero esserci problemi. Ma, come mi ha detto il mio primo ministro, non siamo ancora incollati alle poltrone. Possiamo tornare alle elezioni. Convocare un referendum (sull’euro, ndr)»

Yanis Varoufakis, intervista al Corriere, 8 marzo 2015

A parte le bolle da esuberanza (ir)razionale ed insolazione ed il rischio-Grexit che va scongiurato convocando un referendum sulla Grexit, diremmo che va tutto bene. Sentiamo già sferragliare in lontananza il carrello della terapia.

P.S. Detesto spiegare le battute ma mi corre l’obbligo di informarvi che il titolo di questo post è un cambio di consonante, anche se resta da capire quale.

Aggiornamento – Il ministero delle Finanze greco precisa che un eventuale referendum non sarebbe sulla permanenza nell’euro ma sulla agenda di riforme del governo Tsipras. Anche ammettendo che il giornalista del Corriere abbia forzato l’interpretazione per amor di scoop, a noi però il dubbio resta: ad Atene ci sono o ci fanno?

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