Il costo dei gemelli

Oggi sul Corriere l’intervista di Aldo Cazzullo al presidente della Corte costituzionale, Alessandro Criscuolo, conferma che il misterioso processo di clonazione delle nostre figure pubbliche ed istituzionali prosegue a tappe forzate. Resta da capire se questa duplicazione è destinata a restare in equilibrio, con la pacifica coesistenza di gemelli che si lanciano giocosamente dichiarazioni e proclami, oppure se ad un certo momento interverrà una resa dei conti, ed un’armata prevarrà sull’altra.

Prendete ad esempio questo scambio tra Cazzullo e Criscuolo, in cui il presidente precisa:

«Siamo chiamati a verificare la costituzionalità delle leggi. Se una legge è incostituzionale, non possiamo fermarci se la nostra decisione provoca delle spese»

Delle spese? La sentenza ha aperto potenzialmente un buco nei conti dello Stato da 20 miliardi
«Non erano dati di cui noi disponevamo. E poi noi non facciamo valutazioni di carattere economico»

Questo è il gemello del Criscuolo che ha presieduto alla ormai celebre sentenza sulla Robin Tax, il cui dispositivo stabiliva la non retroattività degli effetti della sentenza perché

«(…) l’impatto macroeconomico delle restituzioni dei versamenti tributari determinerebbe uno squilibrio del bilancio dello Stato» tale da implicare «una manovra finanziaria aggiuntiva». E «in un periodo di perdurante crisi economica» ci sarebbe «una irragionevole redistribuzione della ricchezza a vantaggio di quegli operatori economici che possono avere invece beneficiato di una congiuntura favorevole»

Pare quindi che ci siano due Criscuolo, due Consulte (si dirà così?), ed una moltitudine di esegeti delle sentenze, nell’inane sforzo di trovare una logica di continuità ed una continuità logica nei pronunciamenti della Corte. Notate anche l’emersione del “principio di ragionevolezza”, almeno secondo i canoni della Consulta e del suo presidente pro tempore, ribaditi a Cazzullo:

«La definizione di diritti acquisiti, che non possono essere toccati, non è esatta. In Italia è possibile che una legge intervenga anche su situazioni già disciplinate in passato; purché lo faccia con criteri di razionalità»

La norma sulle pensioni violava i criteri di razionalità?
«A mio giudizio, violava il principio di ragionevolezza»

In attesa di conoscere la chiave di decodifica del concetto di ragionevolezza dalle parti della Consulta, l’occasione ci è gradita per segnalarvi che il presidente Criscuolo è Uno dei Nostri. Nel senso che gli è perfettamente chiaro che in questo paese si pagano troppe tasse:

I vostri colleghi della Corte Suprema americana guadagnano poco più di 200 mila dollari
«Ma pagano un’aliquota molto più bassa. Il netto più o meno è lo stesso. E poi sono in carica a vita. Noi qui stiamo facendo una spending review all’osso»

Come avrete notato, oltre a denunciare l’insostenibile peso dell’imposizione fiscale, che scava una voragine tra lordo e netto, il presidente Criscuolo è uomo all’antica, non solo in senso anagrafico: è rimasto legato al caro vecchio concetto di posto fisso contro il logorio della vita moderna che impone ai nostri giudici costituzionali di avere un mandato precario.

A questo punto, s’impone un ripensamento sulla presunta elevata onerosità delle nostre figure istituzionali. Se riflettete sul fatto che praticamente ognuno di loro ha un gemello (a volte più d’uno), consegue che i loro costi di funzione vanno quindi divisi almeno per due. Il costo pro capite è quindi verosimilmente molto inferiore alla media dei paesi con cui ci confrontiamo. Chi ha bisogno della spending review?

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