Escandescenze e dura realtà

Pubblicato oggi dalla Banca d’Italia il dato sullo stock di debito delle amministrazioni pubbliche, giunto ad aprile a 2.194,5 miliardi, con un aumento di circa 10 miliardi sul mese precedente. In queste circostanze, parte il raptus di politici di opposizione scarsamente alfabetizzati che si stracciano le vesti ed inveiscono contro il governo pro tempore, accusato di lassismo fiscale. Oggi questo stucchevole teatrino ha trovato la forte reazione del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padon, che ha ricordato una regoletta di base.

Che disse, Padoan? Questo:

“Questa cosa del record del debito pubblico è noiosa: quello che i mezzi di stampa devono dire è che bisogna vedere se l’aumento del debito è maggiore o minore dell’aumento assoluto del Pil nominale”. Lo ha precisato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, intervenendo a un forum nella redazione de Il Mattino. “Solo così- ha aggiunto – si può dire se aumenta. E’ chiaro che aumenta sempre ma non è questa la notizia. Confrontate i numeri di oggi” di Bankitalia sul debito della Pa “con i valori del Pil nominale. Su questa cosa vado in escandescenza perché è davvero disinformazione” (Radiocor, 15 giugno 2015)

Questo è verissimo. Bisogna smetterla con questo analfabetismo economico e questa innumeracy da grandezze assolute anziché quozienti. Per questo abbiamo deciso di andare a spulciare i dati ufficiali, per verificare il rapporto tra debito nominale e Pil nominale. Per fare ciò utilizziamo i dati Istat sui conti economici trimestrali per il Pil nominale ed il Supplemento al Bollettino statistico della Banca d’Italia per lo stock di debito. Poiché le due serie di dati non coincidono, nel senso che la prima è trimestrale e la seconda mensile, prendiamo i dati di marzo per il Pil nominale e per il debito delle amministrazioni pubbliche.

Dal dato Istat scopriamo che il Pil espresso a prezzi correnti è cresciuto nel primo trimestre 2015 dello 0,3% rispetto allo stesso trimestre del 2014. Per contro, dai dati di Bankitalia apprendiamo che il debito delle amministrazioni pubbliche a marzo 2015 era pari a 2.184.492 milioni di euro, mentre a marzo 2014 era pari a 2.119.471 milioni di euro (qui, tavola 4 pagina 9). Con un complesso algoritmo, ciò significa che in un anno lo stock di debito è aumentato del 3,07%.

Quindi: il Pil corrente è cresciuto nell’ultimo anno dello 0,3%, mentre lo stock di debito è aumentato del 3%, dieci volte tanto in percentuale. Con un’ardita inferenza, possiamo quindi segnalare al ministro Padoan che le sue escandescenze, ineccepibili sul piano metodologico, sono purtroppo rese non giustificabili dalla realtà dei numeri. Ahinoi. Sperando che la tendenza si inverta presto.

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