Il nume della cosa

C’era una volta un movimento fatto soprattutto di giovani mediamente istruiti, idealisti, a volte forcaioli, a volte cospirazionisti, a volte dialoganti a volte fascisteggianti. Quel movimento era nato sotto le suggestioni di democrazia diretta e partecipativa, una sorta di gigantesca Svizzera telematica, dove i Cittadini dovrebbero essere chiamati a decidere su tutto, inclusi argomenti di cui nulla conoscono, spesso interpretando i borborigmi provenienti dalla propria pancia. In fondo, anche gli aruspici lavoravano sugli intestini, no?

Il movimento, guidato da un ex comico e da un imprenditore affascinato da visioni futuristiche di una società ultrapartecipata ed ultraconsapevole, un Demos insufflato di Consapevolezza acquisita dalla navigazione in Rete, giunse in tempi relativamente rapidi a conquistare una importante quota di consenso elettorale, sia a livello nazionale che locale. Anche se in quest’ultimo caso, spesso gli eletti divenuti sindaci dovevano misurarsi contro le Forze del Male della Realtà, uscendone spesso ammaccati e con macchie più o meno indelebili di cospirazione con la realtà medesima.

Il movimento chiamava i Cittadini a nominare i propri rappresentanti nelle assemblee elettive mediante voto telematico, nella prova generale del mondo che verrà. I votanti telematici erano pochi intimi ma ogni rivoluzione richiede tempo, per passare da palla di neve a valanga. I Rappresentanti dei Cittadini nelle assemblee elettive non potevano avere opinioni proprie ma dovevano conformarsi al volere dei Cittadini medesimi. Purtroppo questo precetto giunse rapidamente a creare frizioni ed attriti entro il movimento, ed alcuni traditori vennero espulsi mediante deliberazione collettiva o, altre volte, per suggestione dei due Dioscuri Demiurghi, che tuttavia non avevano alcuna sovraordinazione agli altri Cittadini ma solo (per indicazione dell’ex comico) il ruolo di gatekeeper, di guardiani del cancello per impedire che le Forze del Male della Realtà possano contaminare il movimento. Certo, in alcuni casi i due Dioscuri Demiurghi assumevano direttamente le decisioni ma questo non era da interpretare come manifestazione leaderistico-autoritaria quanto col fatto che loro, in virtù della loro connessione diretta al Demos, riuscivano a leggere le intenzioni e la volontà dei Cittadini ancor prima di indire regolare consultazione telematica. In questo modo veniva drasticamente ridotta la maggior criticità delle forme di democrazia diretta: il tempo necessario a prendere decisioni.

Ma nel gruppo dei rappresentanti dei Cittadini iniziarono a formarsi divisioni ed attriti, ed altre incomprensioni sorsero con i Dioscuri Demiurghi. L’idilliaca struttura ultrapiatta ed a-gerarchica, quella dove “uno vale uno”, finì ad essere minacciata di sopravvivenza. Venne creato un “direttorio” di rappresentanti, non scelti direttamente dai cittadini ma dai Dioscuri Demiurghi, che in virtù del loro Speciale Sentire riescono ad intuire la volontà dei Cittadini prima ancora che i medesimi giungano ad esprimersi (se non ci credete, leggete qui). E di certo questa struttura non indicava una degenerazione verticistico-oligarchica del movimento ultrapiatto.

Ma qualcosa continuava a non funzionare, nel movimento. I Dioscuri Demiurghi, segnatamente l’imprenditore visionario, erano inquieti. Troppo alto il rischio di sabotaggio dell’intero progetto per l’edificazione dell’Uomo Nuovo. E così i Dioscuri Demiurghi decisero di creare una struttura di comunicazione, per meglio interpretare la volontà del Direttorio, che doveva interpretare la volontà dei Rappresentanti, che dovevano interpretare la volontà dei Cittadini. Ma un brutto giorno i Rappresentanti alla Camera dei deputati sfiduciarono la Responsabile della Comunicazione, costringendo il Dioscuro Imprenditore Visionario a convincerli di aver sbagliato. E fu così che la Responsabile della Comunicazione tornò a parlare a nome del Direttorio, che parla a nome dei Rappresentanti, che parlano a nome dei Cittadini, che al mercato il Padre Dioscuro comprò. Il mondo è piatto, il Demos pure, l’elettroencefalogramma seguirà.

Ma ora il rovello ci arrovella: quando sentiamo i Rappresentanti esprimersi, cosa potrà garantirci che tramite loro parla il Demos dei Cittadini, e non piuttosto qualche entità malvagia che delle loro menti ha preso possesso? I Dioscuri Demiurghi Gatekeeper vegliano, in questa lotta mortale contro le Forze del Male della Realtà.

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