Delitto di lesa sovranità

Che accade, quando torme di politici ed editorialisti italiani sventolano per anni il drappo rosso del komplotto straniero contro la Patria? Che alla fine qualcuno, sia pure a distanza di sei anni, sente il brusio di sottofondo e decide di indagare. Con esiti problematici, non tanto per la nostra credibilità internazionale, che già di suo non se la passa troppo bene, quanto per il nostro già compromesso rapporto con la realtà.

E quindi, oggi, giunge la notizia che la procura di Trani sta indagando Deutsche Bank ed i suoi ex vertici, per “manipolazione del mercato” in relazione ai recentissimi fatti del 2011, cioè la vendita di “ben” 7 miliardi di Btp da parte della banca tedesca. Certamente confortante il fatto che si sia accertato che si tratta di Deutsche Bank e non della Bundesbank, visto che gli italiani, da Berlusconi a molti editorialisti da dopolavoro, hanno faticato non poco in questi anni a capire di chi si trattasse realmente. Proviamo tuttavia ad analizzare la notizia, come è stata data dalle agenzie di stampa, per capire le motivazioni dei pm di Trani.

Una premessa, che pare essere la risposta ai nostri dubbi: perché Trani? Pare che ciò accada

«[…] in base all’articolo 10 del Codice di procedura penale, secondo cui in caso di reato commesso interamente all’estero da soggetti stranieri residenti all’estero la competenza è del magistrato che per primo ha iscritto la notizia di reato»

Prendiamo atto. Dopo di che

«L’ex management del gruppo Deutsche Bank di Francoforte è accusato di manipolazione del mercato perché, – si è appreso – mentre comunicava ai Mercati finanziari la sostenibilità del debito sovrano dell’Italia, nascondeva agli
stessi Mercati e al Ministero dell’Economia italiano (Mef) la reale intenzione della Banca di ridurre drasticamente e nel brevissimo termine (nel primo semestre 2011) il possesso di titoli del debito italiano in portafoglio che a fine 2010 ammontava a otto miliardi di euro. La vendita massiccia dei titoli di Stato italiani per oltre sette miliardi di euro entro giugno 2011 – secondo il pm di Trani Michele Ruggiero – ha alterato il valore di mercato dei titoli stessi perché è stata fatta violando la normativa in vigore» (Ansa, 6 maggio 2016)

In dettaglio:

«Secondo l’accusa, Deutsche Bank in tre pubblicazioni nel periodo febbraio-marzo 2011, definì sostenibile il debito sovrano dell’Italia, ma nascose ai mercati finanziari le sue reali intenzioni di ridurre subito e drasticamente i titoli italiani in portafoglio. Questa volontà della Banca risulta invece – a giudizio della procura – dalla massiccia vendita di titoli di Stato italiani fatta ‘over the counter’, senza che fosse divulgata al Mercato finanziario regolamentato e giustificata “falsamente” a posteriori (nell’informativa periodica del giugno 2011) con la necessità di ridurre la sovraesposizione del gruppo al rischio sovrano dell’Italia, a seguito dell’acquisizione di Postbank di fine 2010» (Ansa)

Dunque: se ci si riferisce al fatto che il dipartimento di ricerca di DB scriveva che il debito italiano era sostenibile, a loro giudizio, mentre successivamente la proprietà della banca ha venduto Btp italiani, servirebbe sapere che di solito le banche hanno dei chinese wall, dove la mano destra non sa quello che fa la sinistra. Se non credete a questo (e potreste anche far bene), riteniamo utile informarvi che un investitore ha piena facoltà di liberarsi di titoli che giudica a rischio di perdite o di coprire quel rischio come meglio ritiene, quindi anche con credit default swap. Dire che un debito pubblico è sostenibile non vuol dire che quel debito debba essere tenuto in posizione sinché morte non ci separi, oltre livelli di concentrazione la cui determinazione spetta solo e soltanto all’investitore. E peraltro non ci risulta che l’esposizione di Deutsche Bank al rischio sovrano italiano sia mai stata negativa, cioè che avessero una posizione netta corta, puntando sul nostro dissesto. Hanno solo ridotto significativamente l’esposizione, anche in conseguenza dei segnali forniti dai modelli di controllo del rischio: cresce la volatilità? Riduco l’entità delle posizioni.

Incidentalmente, tali scambi possono tranquillamente avvenire fuori dai mercati regolamentati (ad esempio, fuori dal MTS), se si vuole evitare di pubblicizzare l’azione. Azione futile, in un contesto dominato da massicce vendite provenienti da ogni dove, come accadde in quel periodo. Quanto alla “falsa” giustificazione “a posteriori”, non servono giustificazioni. Se la banca vende titoli e ci perde, i cocci sono suoi e finisce lì. Sembra incredibile dover spiegare cose del genere ma tant’è. Sorvoliamo sul poderoso importo di 7 (sette) miliardi di euro perché a quel flusso (realizzato in un semestre) si sono sommate molte altre partite del genere, da parte di investitori internazionali. Anche banche francesi, britanniche, statunitensi, fate voi. Pensate quante notizie di reato potrà iscrivere la procura di Trani, nelle prossime settimane.

Andiamo avanti:

«Nello stesso periodo, Deutsche Bank acquistò circa 1,4 miliardi di Credit Default Swap (Cds) di copertura sull’esposizione al rischio Italia. Questi acquisti – secondo l’accusa – non furono comunicati dal gruppo bancario né ai Mercati finanziari né al Mef» (Ansa)

Abbiamo un’altra notizia: l’acquisto di derivati a copertura di rischio di credito, in quanto over the counter, cioè fuori da mercati regolamentati, non richiede alcuna segnalazione formale a chicchessia. Cosa differente comunicare, in caso, al MEF, per cortesia istituzionale (trattandosi di grande controparte e specialista nella negoziazione di titoli di stato) l’azione di alleggerimento delle posizioni. E quindi, l’accusa?

Quindi, è il ragionamento accusatorio, Deutsche Bank autorizzando la vendita dei titoli di Stato italiani, acquistando contestualmente Cds e comunicando allo stesso tempo ai mercati finanziari la sostenibilità del debito pubblico italiano, ha compiuto condotte manipolative del mercato di tipo informativo-operativo. Queste manovre sono ritenute idonee ad alterare la regolare formazione del prezzo di mercato dei titoli di Stato italiani sia nel primo semestre 2011 (quando il mercato ignorava le dismissioni di titoli) sia successivamente alla pubblicazione periodica del giugno 2011. In quest’ultima occasione il Mercato e gli operatori – sostiene il pm Ruggiero – seppero della massiccia e repentina riduzione dell’esposizione della Banca al rischio Italia interpretandola come un “chiaro segnale di sfiducia del gruppo nei confronti della tenuta del debito sovrano italiano” (Ansa)

Quindi, la sintesi è questa: la “sfiducia” nei confronti di un asset configura un reato, almeno secondo la procura di Trani, se l’asset in questione è il debito pubblico italiano, anzi “sovrano”. Il mercato “ignorava” le dismissioni di titoli da parte di Deutsche Bank ma sui mercati la conoscenza deriva dal prezzo, che ha valore segnaletico. La “regolare formazione del prezzo” è esattamente quella che deriva dai flussi scambiati, quindi, perché in quel periodo tale era la sfiducia nei confronti dell’Italia che praticamente il mondo intero vendeva Btp, ed i flussi in vendita non trovavano pronto assorbimento perché i compratori latitavano.

C’era un compratore “pesante”, a dire il vero”, ed era la Bce con il suo Securities Markets Program (SMP): gli acquisti alla fine sarebbero ammontati a 110 miliardi di euro, rimasti in portafoglio all’Eurotower. Ribadiamo il concetto: all’epoca, oltre metà del debito pubblico italiano era in mano a non residenti, pochi mesi prima dei fatti il vertice di Deauville aveva certificato la posizione tedesca e francese, secondo la quale il debito sovrano dei paesi dell’Eurozona era suscettibile di default, ed i mercati si sono comportati in modo conseguente. Quindi è forse necessario procedere ad iscrivere Angela Merkel e Nicolas Sarkozy nel registro degli indagati. Perché tutto si tiene, notoriamente.

Almeno, da questa vicenda si produce un bel risvolto umano: la grande soddisfazione di Renato Brunetta, da sempre teorico del golpe contro il governo Berlusconi. È bello donare serenità al prossimo, soprattutto a chi pare averne da sempre molto bisogno.