La Cisl e l’usato sicuro delle scemenze fiscali

Poiché in questo disgraziato paese non si butta via nulla, e men che mai il ciarpame e le “idee” più demenziali, dai dazi alla flat tax passando per il contrasto d’interessi (quello di “scaricare tutto, come in Ammeriga“) e la riapertura dei bordelli (e presto ai salassi come metodo terapeutico), segnaliamo che la Cisl partecipa attivamente al revival e ieri ha rilanciato, in un evento dedicato, il proprio complesso pensiero su Europa e dintorni, prendendolo di peso da una proposta di legge popolare presentata nell’ormai lontano 2015. Che, per la nostra classe digerente, è in realtà roba di mezz’ora fa.


A grandi linee, la proposta riesumata ieri in gran pompa prevede, come informa oggi il Sole, che ha diligentemente coperto l’evento,

«[…] propone un bonus da mille euro per tutti i lavoratori e i pensionati con un reddito fino a 4omila euro annui che riassorba il precedente “bonus 80 euro”, con l’obiettivo di «dare un sostegno concreto al reddito, rilanciare i consumi e quindi l’economia»

Sono cose. E la copertura? In parte per mezzo

«di un’imposta sulla grande ricchezza con una stima di gettito di 7,7 miliardi (dalla patrimoniale verrebbero escluse la prima casa e i titoli di stato), da affiancare con l’ulteriore potenziamento della tracciabilità di tutti i pagamenti e dal contrasto d’interessi contro l’evasione fiscale»

Come si nota, almeno due puttanate al prezzo di una. Poiché l’archivio di Phastidio è sempre più grande, vi rimando al post dove ho analizzato in dettaglio la rivoluzionaria proposta. Mi autocito:

«Quale è, dunque, la base imponibile della patrimoniale cislina? Tutta la ricchezza, mobiliare ed immobiliare, eccedente la soglia dei 500.000 euro, con l’eccezione della prima casa non di lusso e dei titoli di stato»

Perché, come sapete dai tempi di Renzi-Padoan e della tassazione delle “rendite finanziarie pure”, i titoli di stato non sono ricchezza, e come tali vengono esclusi dalla fondamentale patrimoniale cislina. Inclusi Bund, Treasury e Gilt, immagino. Perché alla Cisl sono progressisti, ed esentano i milionari in titoli di stato, oltre ai possessori di prima casa “non di lusso”: per loro, il monolocale a Quarto Oggiaro vale quanto l’attico in via Moscova inavvertitamente accatastato come A/2, e quindi non di “lusso”.

Segue l’altra suprema idiozia da analfabeti economici e non solo, il contrasto d’interessi. Come dichiarava la segretaria generale Cisl, Annamaria Furlan, tre anni addietro,

«L’altra è quella di combattere l’evasione rafforzando il contrasto di interessi, il meccanismo che permette di detrarre parte delle fatture. Per Furlan è necessario applicare questo meccanismo “ad altri settori oltre all’edilizia come i servizi alle famiglie” includendo colf e badanti ma anche i professionisti come dentisti e avvocati»

E certo, senza meno. Vi riporto qui la meccanica che fa fallire inesorabilmente la scemenza del contrasto d’interessi, magari avete tempo per leggervela, chissà. Eppure questa solenne idiozia, nel corso degli anni, è stata proposta praticamente da tutti: dagli austeri Alesina e Giavazzi (poi rinsaviti con rettifica), al libberale alle vongole Daniele Capezzone, ai Belpietro assortiti, alla buonanima di Angelino Alfano.

Ad ogni buon conto, ecco servito il “manifestino” teatrale della Cisl: frusto, logoro, ruminato, privo di qualsivoglia adattamento alla realtà corrente. Evidentemente, alla Cisl hanno un ufficio studi e ricerche caduto in un barile di formalina, oppure una segretaria generale che si fida dell'”usato sicuro” e delle care vecchie fiabe da raccontare ai nipotini prima di farli addormentare.

Se invece alla Cisl puntano su qualcosa di molto più ganzo, nell’abituale solco del cattocomunismo riveduto e corretto, segnaliamo loro la rivoluzionaria proposta di Leonardo Becchetti, che della materia se ne intende, con la sua Social Consumption Tax, un modo eticamente superiore per fare protezionismo sui beni a basso valore aggiunto. Quindi, gentile Furlan, non sia pigra: getti la tassa oltre l’ostacolo. Magari la sua visibilità pubblica, in questo paese cattosocialista, ne guadagnerà pure.

Nuovo libro
Paziente Zero
Come la sindrome italiana ha contagiato l’Europa (e l’Occidente)

Ebook — 5,99 €
Cartaceo — 12,99 €

Sostieni Phastidio!

Dona per contribuire ai costi di questo sito: lavoriamo per offrirti sempre maggiore qualità di contenuti e tecnologie d'avanguardia per una fruizione ottimale, da desktop e mobile.
Per donare con PayPal, clicca qui, non serve registrazione. Oppure, richiedi il codice IBAN. Vuoi usare la carta di credito o ricaricabile, in assoluta sicurezza? Ora puoi!

Scopri di più da Phastidio.net

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere

Condividi