Il settimanale – 7/12/2019

Mo' vene Natale, cantava Carosone: what a MES; banche crocifisse; CV da Messia; madonne che criticano seguaci di Padre Pio; la moltiplicazione di pani, pesci, deficit e posti di lavoro defunti. Il vero miracolo è come non essere ancora finiti in default.
  • Il governatore Visco spiega con eroica pazienza ed in modo didatticamente impeccabile come guardare la luna anziché il dito. I lobotomizzati sovrani ripeteranno che egli era contrario alla riforma del MES…dell’anno scorso;
  • Sconcerto di politica e libera stampa italiane: Unicredit si sta ristrutturando per affrontare le sfide esistenziali del mondo bancario. Chi l’avrebbe mai detto?
  • Basta un poco di garanzia pubblica e il debito va su. Nuovi orizzonti del delirio negazionista (della realtà) che ha colpito il popolo italiano;
  • Nel paese che vive fissando ossessivamente lo specchietto retrovisore e si reinventa la storia per trovare rifugio a stress e fallimenti, fatale che tornasse a galla la stagione dove si sono poste le basi dell’attuale dissesto;
  • A proposito di complotti e invidia, ora è ufficiale la sentenza della Vestager su NordLB, ma difficilmente gli italiani la capiranno;
  • Però, allegri: presto anche noi italiani torneremo ad avere banche pubbliche;
  • E non solo banche. Tutto ruota attorno ai target occupazionali, la realtà seguirà;
  • Ramazzare clausole di salvaguardia sotto il tappeto, sin quando il tappeto ci seppellirà;
  • Il miracoloso CV di Giggino di Nazareth;

Tra Gesù Cristo e la Madonna, attendiamo l’ora della terapia:

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