Assiepatevi: è vostro diritto perché mancano i tamponi

Navigli di Milano Laghetto di via San Marco001

A parte il vergognoso titolo provocatoriamente demenziale (un vero e proprio clickbait: andrò a confessarmi appena possibile), oggi facciamo un po’ di sociologia da bar, di quelle che spesso si leggono negli editorialoni che appaiono sui giornaloni, vergati da antropologi, filosofi, epistemologi, ontologi o più semplicemente chiacchieroni che si sono arrampicati su per le alte gerarchie dell’accademia italiana e da lì guardano giù come tanti Marchesi del Grillo. Possiamo chiamare il tema di oggi “e gli altri, allora?”, oppure “meglio i governati o i governanti?”

L’occasione è fornita, oggi come qualche settimana addietro, dai famosi “assembramenti”, quelli che mettono oggettivamente a rischio la lotta contro la pandemia. Ultimo episodio, ma solo in ordine cronologico, la “folla” comparsa sui Navigli a Milano e la reazione furiosa del sindaco Beppe Sala.

Subito travolto da un ceffone di riprovazione variamente configurata: dai libertari con dottorato in Var calcistico, che si sono messi a traguardare la profondità di campo fotografico per arrivare a concludere che in realtà quel famoso giorno in quel famoso luogo c’era una densità di popolazione equiparabile a quella del Deserto di Gobi, a quelli che hanno dato subito prova di benaltrismo populista con accusa di sciatteria istituzionale: “Si ma i tamponi, allora? Eh? Eh?”

Una reazione ed una argomentazione che, lo confesso, mi affascinano molto. Abbiamo (hanno, soprattutto in Lombardia) fatto tamponi pochi e ad mentulam canis, e questa è ormai una delle poche certezze acquisite in questo incubo collettivo. Ma questo è necessario e sufficiente per vietare di criticare comportamenti individuali a rischio, come lo struscio assembrato con mascherina rigorosamente abbassata sul mento?

Voglio dire, davvero pensate che la sciatteria -o peggio- delle autorità giustifichi il “liberi tutti” delle condotte individuali? Poiché vivo in una comunità amministrata da incompetenti che spesso producono danno, mi sono acquisito il diritto di fare un po’ come caxxo mi pare, a titolo risarcitorio?

Molti dicono di sì, credendo esista una “superiorità” degli elettori rispetto agli eletti. Vi dico la mia? Chiunque pensi questo è un gonzo in cerca di autoassoluzione. Ma se le cose stanno in questi termini, incazzarsi con Sala che si incazza con lo struscio è esercizio futile. Forse il sindaco ha creduto (si è illuso) che non servisse un apparato repressivo o di sorveglianza per indurre comportamenti “virtuosi” o semplicemente idonei alla situazione. Di certo, fa sorridere la reazione pavloviana che giustifica comportamenti individuali problematici con la motivazione “embè, e le autorità, allora?”

Questa è la radice dei casini italiani. La diffidenza diffusa a tutta i livelli (tra gruppi sociali e tra eletti ed elettori che tali eletti rappresentano benissimo), non fa che produrre cortocircuiti di questo tipo. “C’è qualcuno che mi vuole fottere, ma ora li fotto io per primo” è il motto mainstream. Persino quando c’è di mezzo una pandemia, il che dà la misura della desolazione. Poi ci si scandalizza se la produzione normativa vira sul liberticida e sul repressivo gratuito, oltre che sulla incomprensibilità testuale che libera le mani al potere pro tempore.

Peraltro, anche senza fare del cripto-moralismo, è vero che ci sono dinamiche in cui la somma di comportamenti individuali in apparenza innocui produce condotte collettive “pericolose”. Ma che sarà mai un singolo runner sulla spiaggia? Nulla, è vero. Ma moltiplicate il singolo runner per tutti quelli che “Ah sì? Perché lui sì e io no? Ho diritto anch’io!”, ed avrete la condotta collettiva nociva. Una sorta di fallacia di composizione, in pratica. Prendete una scogliera, fatene un diritto acquisito ed avrete una popolazione di lemming.

Del resto, abbiamo secoli di letteratura che ci spiegano i modi in cui tenere docile il volgo. Il sovrano deve mostrare idem sentire e compassione? Qualcuno esagera, e non si comprende più chi guida chi. I sondaggi indicano che gli elettori sono malati di cospirazionismo? Benissimo: il sovrano divenga paranoide e tutto sarà più semplice. Forse. Ma nel senso che sarà più facile scavare un bel buco ed interrarsi. Senza distanziamento.

PS: Sì, lo so, non levate il ditino con l’incipit “in verità…“: quella del suicidio dalla scogliera è una leggenda metropolitana. Non erano lemming, erano italiani.

Foto: il laghetto di San Marco a Milano, anni Venti del XX secolo, Civico Archivio fotografico di Milano

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