In che modo il diritto societario può essere utile a perseguire l’obiettivo prioritario di favorire la na­scita, la crescita e la competitività delle imprese? In che misura, dopo le riforme attuate in questi anni, il diritto societario italiano svolge questa funzione? Quale dovrebbe es­sere il ruolo della Comunità Europea nella disciplina della corporate governance? Quale ruolo essa ricopre effettivamente? A queste domande fornisce risposta il nuovo libro pubblicato da IBL Libri: “Le regole della finanza. Diritto societario e mercato in Italia e in Europa”, di Luca Enriques.

«Disteso sul lettuccio, fuori dell’alone del lume a petrolio, mentre fantasticava sulla propria vita, Giovanni Drogo invece fu preso improvvisamente dal sonno. E intanto, proprio quella notte – oh, se l’avesse saputo, forse non avrebbe avuto voglia di dormire – proprio quella notte cominciava per lui l’irreparabile fuga del tempo»

«Fra i più assidui partecipanti a queste meravigliose cavalcate di Silvio in quello che allora sembrava il mondo della sua fantasia c’era anche suo padre, un anziano signore discreto e cortese, pensionato della Banca Rasini, che ascoltava il figlio in silenzio, l’occhio fisso sul cronometro, e biascicando qualcosa che sui primi tempi ritenevo degli scongiuri. Un giorno, avvicinatomi di più a lui, sentii che mormorava, nelle pause del soliloquio di Silvio: “Desmila…Vintmila…Trentmila”. Gliene chiesi con lo sguardo il significato. “Sono”, mi mormorò all’orecchio, “gl’interessi che, mentre lui parla, stanno maturando nelle banche sui suoi debiti”»

Quello che segue è un brano tratto da Eretici digitali, il libro di Massimo Russo e Vittorio Zambardino, in cui si analizza il successo del sito Dagospia, le sue peculiarità e la sua capacità di essere in prevalenza un “aggregatore” che tuttavia fornisce al lettore anche un “valore aggiunto”: una chiave di lettura del potere, italiano e non solo.

«Nei precedenti cicli, le crisi bancarie internazionali hanno spesso condotto ad un’ondata di default sovrani, alcuni anni dopo. La dinamica non sorprende, perché il debito pubblico vola dopo una crisi finanziaria, crescendo in media di oltre l’80 per cento entro tre anni. L’onere del debito pubblico esplode a causa dei salvataggi, degli stimoli fiscali e del collasso nel gettito d’imposta. Non tutte le crisi bancarie finiscono con dei default, ma ogni qualvolta c’è un’enorme ondata di crisi internazionali, come quella che abbiamo appena visto, alcuni governi scelgono questa strada»

Quello che segue è un brano tratto dal libro “Fuori orario” di Claudio Gatti (edito da Chiarelettere), che ha un sottotitolo molto esplicativo: “Da testimonianze e documenti riservati le prove del disastro FS”. E’ relativo al programma di Alta Velocità, di cui sabato 5 dicembre vi è stata l’inaugurazione degli ultimi tratti, quelli che completano il tracciato a forma di L rovesciata che congiunge Torino a Salerno. In realtà, è un “completamento” all’italiana, ad esempio per il tuttora irrisolto problema dei nodi di accesso alle aree urbane, che danneggeranno pesantemente i treni locali (soprattutto quelli pendolari). Nel libro, Gatti (eccellente giornalista-reporter de ilSole24Ore, basato da un trentennio a New York ma che segue tignosamente il pantano italiano) spiega perché da noi l’AV è costata un multiplo rispetto ad altri paesi nostri vicini.