Il settimanale – 9/4/2016

Spasmi di sistema e sinergie terminali: il mostro Ferrovie-Anas-Atac, partorito da fantasie perverse in un paese che insiste a cercare disperati espedienti per non scuffiare; Dalla bad bank alla bad company al bad country: la polvere (radioattiva) sotto il tappeto romano e italiano; Nel paese dell’analfabetismo funzionale che alimenta floride narrative politiche, poteva mancare la versione contabile? No, non poteva; Storici risultati … Leggi

I grandi successi del governo Draghi

Nel 2015 l’indebitamento netto della pubblica amministrazione ha raggiunto gli obiettivi fissati dal governo Renzi, con un deficit-Pil al 2,6% dal 3% del 2014. Non si registrava un deficit così contenuto dal lontano anno 2000, con l’unica eccezione del 2007, come Matteo Renzi non perde occasione di ricordarci. Tuttavia, come ricorda Massimo Bordignon su lavoce.info, quello che conta è il modo in cui tale rapporto deficit-Pil è stato conseguito. Che ci indica che qualche problema strutturale è rimasto.

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Bad Country

Accade a Roma, capitale d’Italia, paese facente parte (per ora) del G7. Accade nell’anno 2016 mentre ferve il dibattito su startup, digitalizzazione pervasiva, controllo in tempo reale delle gestioni finanziarie e su (o giù) per li rami, sino alle nostre stesse esistenze. È la sintesi del dissesto civile, prima che economico, di un paese. Gli esiti talvolta sarebbero anche esilaranti, se il quadro d’insieme non fosse disperante.

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I tossici tassi negativi

Sul Financial Times compare un commento di Scott Minerd, responsabile investimenti del gestore di fondi Guggenheim Partners, sul rischio di effetti perversi prodotti dalla politica monetaria di tassi negativi. Che, in pratica, finirebbe con l’esacerbare quella stessa deflazione che vorrebbe combattere, ed accentuare il circolo vizioso o più propriamente infernale della trappola della liquidità. Argomento complesso, ma è utile tentare di capirci qualcosa, nel momento in cui il il rendimento del Bund decennale sta tornando verso lo zero.

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Partita doppia, ignoranza unica

Ieri Istat ha pubblicato il conto economico trimestrale delle amministrazioni pubbliche, al quarto trimestre 2015. Da un piccolo aggiustamento contabile è derivato un lieve aumento della pressione fiscale. L’occasione è risultata quindi ghiotta per il consueto lancio dell’Ansa, questa volta (ovviamente) dalle file dell’opposizione. Il tutto scordando una cosuccia chiamata partita doppia.

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Il mio dissesto è differente

La Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara, nei documenti depositati presso il Tar del Lazio, che dovrà decidere nel merito il prossimo 18 aprile, chiede l’annullamento del decreto Salvabanche, con la motivazione che il Fondo Interbancario di Tutela dei depositi (Fitd) era pronto al salvataggio, mettendo sul tavolo 300 milioni di euro. Se vi sentite confusi, vi facciamo volentieri compagnia.

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Sinergia, portali via

Oggi è il 2 aprile ma, come noto, in questo paese c’è un pesce d’Aprile per ogni giorno dell’anno. Quello di oggi è sfiziosissimo e lo trovate su Repubblica. Che illustra il Gran Piano di Ferrovie per prendere il controllo di Anas ma soprattutto di Atac, l’epitome del prestigioso marchio “capitale corrotta, nazione infetta”.

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Il settimanale – 2/4/2016

  • Scoperto per puro caso che le quattro good bank nate dalle banche “risolte” hanno una data di scadenza, come lo yogurt. La toppa di Bankitalia rischia di essere peggiore del buco, soprattutto per la reputazione di Palazzo Koch;
  • Il prezzo di cessione delle sofferenze delle quattro banche non era un benchmark ma anche si:
  • Ma le banche cambiano in tutto il mondo e per ogni dimensione. E non sarà un processo indolore;
  • Confindustria corre in soccorso del deficit di Renzi ma scorda di valutarne la (scarsa) qualità;
  • Sempre a proposito di amnesie, vero tratto distintivo nazionale, che parte da molto lontano;
  • In Giappone esiste uno strano tipo di welfare per anziani;

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