Nuovo piccolo segnale di fumo nella costosissima (per i contribuenti italiani) telenovela Alitalia. Pare che Lufthansa abbia intenzione di offrire 250 milioni per la parte aviation della compagnia, con un organico ridotto di un quarto, a seimila unità. Come da consunto copione, è già iniziato il fuoco di sbarramento, distinguo, puntualizzazioni e patrio orgoglio che manderà a monte anche questa opportunità, salvo scoprire che mai è esistita e che domani andrà meglio.

Liberals like us – “A Sochi ribadirò la contrarietà dell’Italia a qualunque normativa discriminatoria nei confronti dei gay, nello sport e fuori dallo sport”. Lo ha detto il premier Enrico Letta a Doha confermando la sua partecipazione alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali (Ansa)

E già che c’è, Letta ribadisca a sé stesso ed al mondo che l’Italia continua ad essere priva di una legislazione sulle unioni civili, e che ogni volta che qualcuno tenta di colmare la lacuna, usando nel caso anche ardite espressioni anglosassoni per camuffare abilmente l’iniziativa, le sabbie mobili inghiottono tutto, silenziosamente ed inesorabilmente.

Anche oggi Pierferdinando Casini canta le gesta di Mario Monti, in un innamoramento politico che ormai non trova più freni inibitori:

Il governo Monti “sta dando credibilità all’Italia non solo in termini di spread”, tanto che il Paese “sta recuperando il rispetto dei mercati finanziari. In due mesi ha affrontato questioni mai risolte prima passando dal populismo alla concretezza”. “Siamo in una fase di armistizio e pacificazione nazionale. La politica non è stata espropriata. Il Governo Monti vive perché la politica lo fa vivere. Siamo noi che l’abbiamo votato e voluto”

Molta carne al fuoco dell’analisi. Ma anche della propaganda.

In una intervista al Sole 24Ore il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini, tenta di suggerire alcune misure per aumentare il grado di flessibilità del mercato italiano del lavoro senza aumentarne la precarietà. L’intervista non sarebbe particolarmente epocale, ma c’è una misura proposta da Casini che ci appare priva di senso, ove non più propriamente dannosa.

“Mi auguro che vincano posizioni che spingano alla modernizzazione del Paese”. Lo ha detto il leader di Fli e presidente della Camera, Gianfranco Fini, parlando alla festa dell’Api a Roma – (Ansa, 9 giugno 2011)

Secondo Casini in questi referendum si è fatta una “sbornia demagogica” che desta qualche elemento di preoccupazione: “Attenzione – dice Casini – con la demagogia il Paese non si governa”. Secondo Casini, infatti, è demagogia e mistificazione dire che l’acqua deve rimanere pubblica: “Vogliamo tornare alle municipalizzate o vogliamo tariffe più basse perché i servizi vengono messi in concorrenza? Non si tratta di favorire gli speculatori. Vogliamo fare una campagna elettorale sul merito dei quesiti. Ecco perché – ha concluso – noi diciamo no al referendum sull’acqua e sì agli altri” – (Ansa, 9 giugno 2011)

Anche voi, come editorialisti e notisti parlamentari, siete in trepida attesa del “giorno del giudizio”, quello in cui si saprà se Berlusconi ha ancora una maggioranza, oppure vi chiedete che accadrà dal giorno successivo?