di Mario Seminerio – Liberal Quotidiano

Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, commenta con soddisfazione quelle che definisce “le tabelle” del Fondo Monetario Internazionale, che paiono mostrare una non meglio precisata situazione del debito italiano “paragonabile a quella della Germania e migliore di quella degli Usa”. Che detto così non significa nulla, visto che lo stesso Tremonti da anni non perde occasione per ribadire che il nostro paese ha il terzo debito pubblico del pianeta ma non è la terza economia del pianeta. E quindi, come va decodificata questa notizia?

di Mario Seminerio – Libertiamo

Nella tarda mattinata di venerdì 23 aprile il premier greco, George Papandreou, ha attivato le procedure per ottenere la linea di credito di emergenza di Unione europea e Fondo Monetario Internazionale, così come concordata nella dichiarazione d’intenti comunitaria del 25 marzo. La richiesta fa seguito ad una drammatica giornata sui mercati, in cui la curva dei rendimenti sui titoli di stato greci è schizzata al rialzo anche di due punti percentuali e si è invertita, con i rendimenti a breve superiori a quelli a lungo termine, segno inequivocabile di accresciuto rischio di dissesto.

Nel suo ultimo articolo, scritto per Project Syndicate, Dani Rodrik (economista eterodosso come può esserlo chi si discosta dai precetti di assoluta libertà dei movimenti di capitale) segnala un importante mutamento di rotta da parte del Fondo Monetario Internazionale, che lo scorso 19 febbraio ha pubblicato una nota di policy in cui si sostiene che tassazione e restrizioni sugli afflussi di capitale possono essere utili, oltre a rappresentare uno strumento “legittimo” dell’armamentario dei policymaker.

Sul Corriere, editoriale del professor Francesco Giavazzi sulla tragedia greca. Un’analisi snella ed efficace, che centra senza troppi giri di parole il punto. Se non c’è crescita, prima o poi i debitori saltano:

«Il vero problema della Grecia non è il debito, ma la mancanza di crescita. Se l’economia non riprende, per stabilizzare il debito serve una correzione dei conti pubblici enorme: circa 14 punti di Pil, al di là di ciò che qualunque governo possa fare. Se invece la Grecia crescesse al 3%, l’aggiustamento necessario sarebbe severo, ma non impossibile: circa 6 punti»

La stampa italiana ha prontamente rilanciato la notizia che il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto al rialzo le stime di crescita per il nostro paese per il 2010 ed il 2011. La revisione al rialzo è peraltro generalizzata. Non vogliamo tediarvi con tutti i caveat sulla fragilità della crescita contenuti nella survey, peraltro rilanciati anche dalla Banca d’Italia. Ciò su cui desideriamo attirare la vostra attenzione sono invece i confronti tra l’Italia ed i nostri competitor, sia a consuntivo (anni 2008 e 2009) che in chiave previsiva, per quest’anno ed il prossimo.

Ora che abbiamo definitivamente sdoganato le previsioni economiche delle istituzioni internazionali, anche se restiamo un paese densamente popolato da analfabeti in materia, possiamo dedicarci alla segnalazione di materiale interessante sull’argomento. Lo sappiamo, è tutto molto stucchevole, ma se avessimo una stampa mainstream capace di leggere, scrivere e far di conto potremmo risparmiarci questi post e pensare al calcio. Ma gli striscioni ci tornano comunque utili.