La strada da percorrere, ora

Se la Bce non fosse l’istituzione remota che è, e se si ponesse come garante di un EFSF che presta a piè di lista e sotto condizionalità rigorose ai paesi in assistenza finanziaria internazionale, i problemi sarebbero prossimi ad essere risolti, recessione a parte. Ora, poiché è del tutto chiaro che il nostro paese capitolerà nelle prossime settimane (ma non ci stupiremmo che ciò accadesse nei prossimi giorni) e chiederà finanziamenti per non essere costretto a svenarsi nelle aste di titoli di stato, la domanda è: chi potrà prestare all’Italia le centinaia di miliardi di euro necessari per sopravvivere durante una ristrutturazione epocale della nostra economia, al termine della quale nulla sarà più come prima?

Potrebbe essere il Fondo Monetario Internazionale, ma probabilmente necessiterebbe a sua volta di una ricapitalizzazione, e potrebbe essere “scalato” da paesi emergenti quali la Cina. Malgrado l’ennesima e purtroppo non ultima bugia di Berlusconi, il monitoraggio ci è stato imposto, come testimoniano le agenzie di smentita che sono giunte in mattinata e la “versione di Silvio” del pomeriggio, quella in cui il governo italiano, ormai perso nel gorgo delle sue stesse reiterate menzogne, avrebbe annunciato di voler usare il FMI “come una società di revisione” (Berlusconi dixit) per “certificare”  l’adozione di misure anticrisi da parte del nostro governo. Non è così, e questo è solo l’inizio. L’Italia necessita di vedere estromesso il proprio esecutivo e di implementare misure decise dall’esterno. Difficile da mandar giù, ma è così.

Quanto alle dichiarazioni odierne di Berlusconi (o di qualche suo abituale ghost writer), inutile commentare. Per certi aspetti è un bene che il Nostro abbia deciso di tentare di portare il paese all’inferno con sé, perché in questo modo si accelererà (si fa per dire) quel trauma che servirà per portare al commissariamento dell’Italia. Se non si deciderà di schierare la Bce come bazooka definitivo, nel nostro futuro c’è solo il FMI, non come “certificatore” della nostra furbizia levantina bensì come guida della nostra politica economica dei prossimi anni. Ma un simile commissariamento, se dovesse avvenire, rappresenterebbe anche la sanzione del definitivo  e catastrofico fallimento della costruzione europea, non solo l’obliterazione con ignominia dell’immagine dell’uomo che riuscì ad ipnotizzare per un ventennio un intero paese.

Lettura complementare consigliataOscar Giannino, con questa citazione:

«Il lungo tramonto pubblico di Berlusconi lascia senza parole perché non avviene su scelte sbagliate – quelle hanno riguardato la sua vita e la confusione demenziale tra privato e istituzionale – bensì sull’assenza di scelte, sulla furbesca confusione di parole, sull’autosuggestione che sfocia in narcosi»

Dio (o chi per esso) ti benedica, Oscar.

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