Sta facendo un bel po’ di onde il pezzo comparso oggi sul New York Times e firmato da Greg Smith, direttore esecutivo e responsabile del business derivati azionari di Goldman Sachs in Europa, Medio Oriente ed Africa. La “confessione” di Smith non è nulla di sconvolgente, soprattutto per chi lavora nel settore finanziario anche dalla periferia dell’impero, e ripete accuse già lette in passato: è venuta meno la “cultura aziendale” di integrità e servizio al cliente, oggi visto come un babbeo da spremere per massimizzare gli utili.

Nel giorno della presa del potere da parte del compassato tecnocrate mandato da Goldman Sachs e dal SIMF (Sistema Imperialistico delle Multinazionali Finanziarie), la cui missione è quella di mangiarsi il pianeta a Bocconi, ecco le confessioni di una delle cellule neppure troppo dormienti dell’Organizzazione. Prima che siano Giulietto Chiesa, Paolo Barnard e Loretta Napoleoni a spiegarvelo. Perché noi siamo trasparenti, in fondo.

di Fabio Scacciavillani – Il Fattoquotidiano.it

Peccato che le foto digitali non ingialliscano. Quando le riguardi manca il pathos che solo gli effetti del tempo sanno conferire alle cose. Le stampe sbiadite trasudano di nostalgia, mentre quei pixel perennemente vibranti ma asettici non mi suscitano emozioni. Eppure il Grande Golpe Globale, il G3 come lo chiamano i profani (per noi iniziati è l’Operazione Draghi dei Monti), fu messo a punto in quell’incontro immortalato nella foto.

Arriva molto puntuale, Oscar Giannino, a spiegare a Otto e mezzo che chi sta nell’Advisory Board di Goldman Sachs (o di Morgan Stanley, o di Citigroup), soprattutto se è stato un politico, un alto funzionario nazionale o europeo o un banchiere centrale, non è che passi il tempo a studiare modi per distruggere i clienti, soprattutto se questi ultimi sono governi, architettando nuove diaboliche mosse per asservire il mondo, ma si limita a prendere corposi gettoni, nella maggior parte dei casi, capitalizzando il proprio networking.

Il tesoro di Sua Maestà britannica, impegnato con il governo Cameron a contrastare la deriva antidemocratica rappresentata dalle banche Too Big To Fail, ha deciso di nominare al Monetary Policy Committee della Bank of England il senior European economist di Goldman Sachs Ben Broadbent, che pare sia uno degli ispiratori del pensiero del Cancelliere dello Scacchiere, George Osborne.

Could Make Prosecution Difficult, Experts Say

NORFOLK, VIRGINIA (The Borowitz Report) – Eleven indicted Somali pirates dropped a bombshell in a U.S. court today, revealing that their entire piracy operation is a subsidiary of banking giant Goldman Sachs.

There was an audible gasp in the courtroom when the leader of the pirates announced, “We are doing God’s work. We work for Lloyd Blankfein.”

The pirate, who said he earned a bonus of $48 million in dubloons last year, elaborated on the nature of the Somalis’ work for Goldman, explaining that the pirates forcibly attacked ships that Goldman had already shorted.

“We were functioning as investment bankers, only every day was casual Friday,” the pirate said.