Nella giornata di ieri è arrivato l’accordo franco-tedesco sulle misure di sostegno alla Grecia. E’ prevista un’azione “coordinata” tra Fondo Monetario Internazionale e singoli paesi europei, con prestiti concertati e concordati. L’aiuto scatterà solo in caso di “ultima spiaggia” per la Grecia, cioè di impossibilità a finanziarsi sui mercati. A nessuno è venuto in mente che in quel momento sarà troppo tardi, però.

Il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, ha dichiarato che l’istituto di Francoforte manterrà le attuali regole di prestito contro collaterale anche oltre il 2010, ammorbidendo la propria posizione  sul sistema di garanzie. Resta quindi la soglia minima di rating investment grade (cioè BBB- per S&P e Baa3 per Moody’s). Per compensare il salvagente lanciato alla Grecia, Trichet ha precisato che verrà introdotto un sistema di scarti di garanzia sui titoli presentati alla Bce per ottenere il finanziamento.

E così, la montagna tedesca ha partorito un topolino avvelenato. Ottenuta la ratifica francese, Angela Merkel dirà domani, nel vertice europeo, che la Grecia deve rivolgersi al Fondo Monetario Internazionale, ma solo in caso di imminente catastrofe (cioè impossibilità a finanziarsi sui mercati), e che solo dopo l’intervento di quest’ultimo i singoli paesi europei potranno intervenire con prestiti bilaterali a condizioni negoziate separatamente. La Merkel potrà quindi dire ai suoi connazionali che dalla Germania non arriverà un euro, la Corte costituzionale tedesca sarà soddisfatta, e vivranno tutti felici e contenti.

Come riporta il sito in inglese di Kathimerini, una banca controllata dallo stato greco avrebbe fatto trading sul rischio sovrano del paese ellenico, comprando protezione tramite credit default swap e rivendendo la posizione con un modesto profitto qualche tempo dopo. Non è una notizia, perché da quando esistono i Cds vi sono banche che scommettono contro il proprio rischio di credito e contro quello del proprio paese.

Altro giorno, altro atto della tragedia greca, che sta volgendo rapidamente in farsa. Il premier George Papandreou si è messo in testa, non è chiaro per quale motivo, che il suo paese deve potersi indebitare ad un non meglio identificato “tasso normale” europeo, altrimenti il costo del nuovo indebitamento finirà col rendere vano ogni sforzo di risanamento.

*Avvertenza: post irrimediabilmente tecnico

Cosa c’è di meglio, per la classe politica, che trovare un capro espiatorio eclatante come la speculazione? E’ perfetta, si porta in tutte le stagioni, crea un discreto ricompattamento del campo domestico, anche in caso di adozione di misure impopolari. Ecco spiegato il motivo della caccia alle streghe nei confronti dei Credit Default Swap (CDS), lo strumento più citato (e meno capito) da media ed eletti, in questo periodo.

Almeno per oggi, i mercati si sono convinti che i negoziati franco-tedeschi per il salvataggio della Grecia andranno a buon fine e che la lieta novella verrà annunciata a breve, magari a suggello del vertice tra George Papandreou e Angela Merkel, previsto nei prossimi giorni. Proseguono nel frattempo le schermaglie ed il fuoco di sbarramento entro le mura tedesche, con il super-falco Otmar Issing, già componente dell’Executive Board della Bce ed oggi consulente di Goldman Sachs, che ha già fatto sapere che la Grecia dovrebbe rivolgersi al Fondo Monetario Internazionale, l’unica struttura dotata di expertise per gestire simili crisi.

di Mario Seminerio – Libertiamo

Il sito di analisi economiche e demografiche “A Fistful of Eurossegnala che il governo greco, oltre a tentare di gestire la crisi fiscale, intende introdurre una nuova legge sull’immigrazione, i cui termini sono interessanti anche per il nostro paese. In particolare, la nuova legge greca consentirebbe ai figli di immigrati di richiedere la cittadinanza, sotto la duplice condizione che i genitori abbiano vissuto legalmente in Grecia per almeno dieci anni e il figlio abbia almeno tre anni di frequenza scolastica. Secondo le stime, circa 250.000 tra bambini e giovani figli di immigrati potrebbero acquisire per questa via la cittadinanza greca.