Chiamasi baratro

Pubblicato oggi il rapporto Eurostat sulle finanze pubbliche dei paesi dell’Unione europea. Numeri terrificanti: il rapporto deficit-Pil dell’Irlanda è al 14,3 per cento, quello del Regno Unito all’11,5, quello della Spagna all’11,2, il Portogallo al 9,3 per cento. Rapporto rivisto al rialzo per la Grecia, dal 12,7 al 13,6 per cento del Pil. Ma altri scheletri attendono di uscire dagli armadi ellenici.

Infatti Eurostat,

Esprime una riserva sulla qualità dei dati riportati dalla Grecia, a causa di incertezze sul surplus della Sicurezza sociale, alla classificazione di alcune entità pubbliche ed alla registrazione contabile degli swap fuori mercato. A seguito del completamento dell’investigazione che Eurostat sta conducendo su questi aspetti, in collaborazione con le autorità statistiche greche, ciò potrebbe condurre ad una revisione per l’anno 2009 dell’ordine di 0,3-0,5 punti percentuali di Pil per il deficit e di 5-7 punti percentuali di Pil per il debito.

Tradotto: i conti greci sono ancora assai poco trasparenti, e le sorprese saranno solo negative. Panico sui mercati, il decennale greco tocca un rendimento dell’8,55 per cento alle 12.45 (ma si può sempre peggiorare), e il Portogallo tocca il nuovo massimo storico sui credit default swap, a 251 punti-base.

Con questo costo del debito la Grecia è persa, anche se potrà restare artificiosamente liquida per qualche mese settimana giorno. Ma soprattutto, si conferma che “rischio sistemico è quando mercato fischia“.

Update delle 16.50: curva greca ferocemente invertita dalla scadenza a due anni in poi, il biennale ed il triennale rompono la barriera del 10 per cento di rendimento. Euro al minimo dell’anno contro dollaro. It’s the final meltdown.

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