Su Bloomberg, un articolo (link non disponibile) che evidenzia un timore molto diffuso tra gli analisti di mercato: la Spagna non riuscirà a farsi bastare i 41 miliardi di euro di fondi europei sinora utilizzati per la ristrutturazione del proprio sistema bancario, su un accordato totale di cento miliardi. Come commenta un analista, quanto più l’economia si deteriora, tanto più la base di capitale delle banche viene erosa, e servono nuove ripuliture e risorse.

Come riferisce oggi Bloomberg, lo scorso anno il fondo spagnolo che gestisce la sicurezza sociale ha effettuato un’operazione acrobatica, beneficiando del calo dei rendimenti sul debito sovrano spagnolo a seguito dell’ormai leggendario “whatever it takes” di Mario Draghi. Operazione suggestiva, ma che produce una serie di rischi potenziali piuttosto seri.

Interessante notizia dalla Spagna, dove un gruppo di pressione ha raccolto un milione e mezzo di firme per una proposta di legge che modifichi il regime legale dei mutui ipotecari del paese. Qualcosa da far leccare baffi e orecchie a Berlusconi, Grillo, Vendola e consimili personaggi, ed anche qualcosa di socialmente molto creativo ed astrattamente altrettanto equo. Purtroppo la realtà si mette sempre di traverso, ma illustrare la proposta potrebbe tornare utile a qualche arruffapopolo di casa nostra, impegnato allo spasimo nella zona Cesarini delle elezioni più demenziali della storia della Repubblica.

La Spagna non ha bisogno di ricorrere ad alcuna manovra aggiuntiva nel 2013 perché le misure adottate assicurano il “potenziale per la crescita” (sic). Lo ha detto il ministro delle Finanze e dell’amministrazione pubblica, Cristobal Montoro, rispondendo nella sessione di controllo al Partito socialista, che accusa il Governo di avere attuato una manovra economica caratterizzata dal “flagello delle tasse”.

…un grande passo per l’umanità dolente dell’Eurozona. Intervenendo al World Economic Forum di Davos, la Cancelliera ha ammesso che gli effetti delle riforme strutturali e delle misure di risparmio necessitano di tempo, alcuni anni, prima di produrre effetti: “il nostro compito principale ora deve essere quello di mostrare le prospettive, eventualmente anche creare misure ponte finché le riforme strutturali non arrivino a produrre un’effettiva riduzione della disoccupazione”, evitando così “un’escalation nella situazione politica”.

Sul suo blog, Vittorio Zucconi si occupa del sensibile restringimento dello spread tra Btp e Bund, per giungere alla conclusione, scherzosa ma non troppo, secondo cui  “il miglior governo italiano possibile è nessun governo”. E’ vero che Zucconi premette che potrebbe trattarsi di “coincidenza dovuta a fattori esterni”. E proprio su quest’ultimo punto dobbiamo provare a focalizzarci.

Ridurre il tasso record di disoccupazione in Spagna “sarà un compito difficile”, data “la grave situazione” che attraversa il Paese, e il mercato del lavoro “continuerà a peggiorare” durante i primi mesi del 2013.
Lo ha detto oggi il commissario europeo responsabile per Lavoro ed Affari Sociali, Lazslo Andor, in un incontro a Madrid col ministro spagnolo responsabile per il settore, Fatima Banez.
Andor ha esortato il governo spagnolo ad avviare “un grande sforzo” per fronteggiare la situazione “particolarmente drammatica del mercato del lavoro”. Sono fantastici, davvero.