Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Zingales: la crisi Ue era premeditata

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Intervista di Luigi Zingales al sito tagli.me. Tutta da leggere, ma qui ci concentriamo sulla prima domanda, per fatto personale. Ci sono pure le note a margine del vostro titolare. Il mondo continuerà ad essere un posto molto complesso, comunque.

Professor Zingales, Mario Seminerio dice che la crisi dell’Euro è colpa della Germania. Essa ha creato un deficit tra importazioni ed esportazioni, e, secondo Seminerio, senza trasferimenti interni all’Ue non si esce dalla crisi: vero o falso?

«C’è del vero, sicuramente. Ma seguitemi nel ragionamento: a livello mondiale le partite dei pagamenti sono a zero, non avendo ancora inventato l’interscambio galattico. Ora, faccia finta che al mondo vi siano solo due continenti, l’Europa e l’America: se uno è in deficit, l’altro è in surplus. Quindi, chiaramente c’è un’identità contabile: a valle di questa identità contabile ci sono però incentivi e politiche diverse»

La somma è certamente zero, e allo scambio intergalattico forse credevano solo quanti sostenevano a spada tratta le ragioni tedesche. Ma tra blocchi commerciali esiste un elemento di riequilibrio chiamato cambio, ricordate? In Ue non c’è nulla di simile, e la “svalutazione interna”, fatta di deflazione, è la via migliore per la povertà.

«La Germania esporta più di noi perché si sono impegnati molto più di noi, e sarebbe sciocco andare a penalizzare chi ha messo in atto politiche più giuste»

Questa è una lettura vagamente morale e moralistica della storia. Ci può stare, la condividiamo pure. Ma in economia (visto che siamo tutti interdipendenti) spesso ciò che è moralmente “giusto” e premiante produce brutte cose, chiamate squilibri, il cui accumulo porta fatalmente a qualche rottura molto spiacevole.

«La teoria economica dice questo: in un’area valutaria in cui non c’è mobilità, non ci sono trasferimenti e per di più avviene uno shock, si ha un collasso. L’aspetto criminale dei fondatori dell’Euro è che tutto questo lo sapevano, e non solo non han fatto nulla, ma anzi l’hanno fatto apposta: la crisi dell’Euro di oggi era inevitabile. Dire che è colpa degli Stati Uniti è una balla: è vero che è stata quella la causa scatenante, ma la crisi era inevitabile. Non fosse successo il patatrac negli Usa sarebbe successo altro. Era una scelta premeditata: “Nel momento di crisi, ci uniremo di più”, si pensava. Abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo, solo che il corpo è rimasto di qua»

Questa è una grande verità, nessun altro commento. 

«Ora dobbiamo evitare gli incentivi sbagliati: se noi mutualizziamo il debito, premiamo chi si è comportato male e tassiamo chi si è comportato bene. Non è un bell’esempio»

E’ vero: se lo chiamano moral hazard, un motivo ci sarà. Ma se questa “mutualizzazione” fosse il punto di arrivo di un percorso difficile, lungo, doloroso, eppure controllato (anche democraticamente, attraverso il cambiamento delle istituzioni europee) in cui ogni forma di free riding viene mondata, continueremmo ad argomentare a questo modo? Il Tennessee “sussidiato” dal New Jersey è cosa così moralmente ripugnante?

«Io propongo un sussidio di disoccupazione europeo, con controlli incrociati (un tedesco controlla i greci, un greco i francesi e così via) e pagato con fondi comuni: basta sussidi solo per le banche. Ovviamente parlo di un sussidio organizzato in maniera giusta, che incentivi un ritorno sul mondo del lavoro, un sussidio destinato ai Paesi più in difficoltà – come guarda caso era la stessa Germania, 7 anni fa. È un provvedimento popolare, è economicamente giusto e servirebbe a sgessare le relazioni tra i Paesi»

E noi pure, attendiamo con ansia quel giorno, ma dovreste saperlo, ormai. E comunque, si chiama trasferimento, in caso non lo aveste notato. 

«Non capisco perché non lo attuino»

Semplice: perché non viviamo nel migliore dei mondi possibili e perché le barriere nazionali contano ancora moltissimo. Gli incentivi contano.

Leggete anche il resto dell’intervista, però. E’ tempo speso bene.

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