Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Spezzeremo le reni al Fmi

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Famous Last Quotes/Unione Europea

(Nota per i lettori: questo post ha ottenuto la dispensa dei corsivisti de Linkiesta al nostro proponimento di fare una pausa di riflessione nelle pubblicazioni. In segno di gratitudine, anche questa avvertenza è pertanto pubblicata in altrettanto corsivo. Addavenì, il Pulitzer)

E’ una sequela di reazioni da embolo in libera uscita per la carotide, quella che da ieri pomeriggio grandina sulle agenzie di stampa per mano pressoché unica di esponenti del Pdl, dopo aver scoperto un assai sensibile “suggerimento” al nostro paese da parte del Fondo Monetario Internazionale, al termine della periodica missione di ricognizione sullo stato dell’economia. La cosa buffa è che il rapporto è pieno di banalità “sostanziali”, nel senso di cose che sappiamo di dover fare da alcuni lustri, soprattutto da prima che ci arrivasse in testa la bomba teutonica. Eppure, l’unico punto di questo rapporto in larga parte fotocopiato (perché siamo pessimi scolaretti, sulle cose che contano) è questo stucchevole punto sull’imposizione fiscale sulla prima casa, che è ormai diventata l’arma di distrazione di massa definitiva, prima che qualcuno spenga la luce e butti la chiave.

Ma che c’era scritto di così devastante, sull’imposizione sulla prima casa, nello statement Fmi? Il quarto segreto di Fatima, signora mia:

«L’imposta sulle abitazioni primarie dovrebbe essere mantenuta, per ragioni di equità ed efficienza, e la revisione dei valori catastali accelerata per assicurare equità»

Orrore, al Fmi si sono accorti che serve una riforma del catasto per pagare secondo equità e prossimità al reale andamento del mercato! Ma non è tutto: questi repellenti tecnocrati affamatori di popoli sovrani hanno scoperto che abolire la tassazione sulla prima casa esercita effetti regressivi. Pare (ma non è ancora sicuro, dobbiamo scoprire chi è il mandante) che azzerare l’imposizione sulla prima casa, per tutti, metta più soldi in tasca a chi ha di più.

Ma riusciremo a scoprire chi ha ordito questo complotto, non temete. Intanto, pare che siano gli stessi che proteggono la sinistra italiana, e che hanno scritto l’infame lettera della Bce, a seguito della quale Berlusconi e Tremonti firmarono il pareggio di bilancio per il nostro paese al 2013, e ci spinsero giù per lo sciacquone. Queste tre righe affogate nello statement sono il segnale di inizio della guerra contro il tentativo di rivolta fiscale del Pdl, che finalmente inizia a concretizzarsi, sotto gli squilli di clarinetto di Capezzone, dopo una guerra durata vent’anni, e prima del ritorno di Forza Italia (ché siamo tantissimi, per fare e per crescere).

Fortunatamente, ci sono dei patrioti che hanno scoperto il complotto, e da ieri stanno gridando a squarciagola dai tetti per incitare la popolazione a reagire allo Straniero plutocrate. L’alba della Nuova Era, quella in cui Padre Zanotelli e le frange castriste e chaviste del nostro valoroso paese marceranno a braccetto con Renato Brunetta, mentre Laura Boldrini chiederà di fermare il mondo per agevolare la discesa di chi dice no, è finalmente giunta.

Onore al compagno Brunetta, quindi, che ha da tempo identificato in Fabrizio Saccomanni l’uomo che gli fa ombra, e che quindi deve essere abbattuto, in un modo o nell’altro:

”Voglio fare un cattivo pensiero: magari qualcuno, all’interno del ministero dell’Economia ha chiesto un aiutino al Fondo Monetario Internazionale: dicci questo, piuttosto che quest’altro… per ragioni di politica interna”. Con queste parole Renato Brunetta ha criticato senza citarlo il ministro Saccomanni, intervistato in diretta da ”Radio Anch’io”. “Invito il Fondo Monetario Internazionale, che ha anche tanti problemi interni a non fare più – ha sottolineato il presidente dei deputati del Pdl – battutacce sull’Italia”

Ma certo, basta con queste battutacce sull’Italia, il paese che, nell’intendimento del suo governo e della sua maggioranza, se ne sbatte solennemente di trovare modi per ridurre il costo del lavoro, il cui livello è l’elegante collana di mattoni che impreziosisce il nostro collo, prima del tuffo finale. Ma al Pdl hanno deciso di morire per l’Imu, consapevoli come sono che quello e solo quello ci può salvare. E badate: non è che questi sporchi negrieri del Fmi abbiano scritto cose del tipo “mantenete l’Imu, col ricavato riducete il costo del lavoro“. No, anche perché questo sarebbe stato un intollerabile affronto per un popolo orgoglioso come quello italiano. No, hanno scritto una cosa tipo “attenzione agli aspetti di equità ed efficienza nell’imposizione sulla prima casa“. Provocazione intollerabile, invero, ma a qualcosa è servita: in tutti i paesi in cui la prima casa viene tassata (tutti), ci segnalano in queste ore la formazione spontanea di comitati di liberazione nazionale contro gli elicotteri del Fmi.

Ma la risposta più ferma ed orgogliosa all’Invasore viene da Maurizio Gasparri:

«Quelli del Fmi mostrano di avere per l’Italia la stessa considerazione che ha per le donne il suo ex capo Strauss Kahn. Non subiremo violenze da questi incapaci gestori delle finanze mondiali, che stanno guidando l’Occidente verso il disastro. Sulla tassazione delle case degli italiani decide l’Italia. Non un’organizzazione i cui vertici vengono un giorno associati a uno scandalo sessuale e un altro a uno scandalo finanziario. Si diano una maggiore credibilità prima di parlare e comunque è nostro dovere rispondere per le rime. Anche all’Ocse, che deve giustificare la sua esistenza invece di dire a noi che politiche fiscali adottare»

Il Fondo come Arcore, quindi? Non scherziamo, almeno da noi le cene erano eleganti, perché noi italiani ci siamo sempre distinti per classe e joie de vivre. E come dice Daniele Capezzone, il problema non si pone (rima), visto che stiamo parlando di un duecentesimo di spesa pubblica. Impossibile non trovare i soldi, non vi pare? In fondo anche il suo partito, nell’ultimo decennio di governo, si è segnalato per una feroce opera di disboscamento della spesa pubblica improduttiva, attraverso soprattutto un incessante rimboschimento delle accise, che manco un forestale calabrese. Quindi, di che stiamo parlando? (cit.)

A conferma che di reazione di popolo si tratta, e che non sono coinvolti solo generali ma anche valorosi peones, ecco la dichiarazione alle agenzie del soldato Alessandro Pagano, sempre del Pdl, che ha scoperto che, dietro quelle righe, si cela la mostruosa volontà di incravattare la signora Maria e gettarla per strada, per mano di “potenze straniere”. Ma noi stiamo già lavorando a costruire un nuovo Asse, foss’anche quello da stiro, a difesa della sopracitata signora Maria minacciata dai pirati del Britannia:

«La contrarietà del Fmi e dell’Ocse nei confronti della cancellazione dell’Imu nel nostro Paese conferma una volta di più la volontà di precisi interessi stranieri di indebolire economicamente, e di conseguenza politicamente, l’Italia per ‘accaparrarne’ gli asset migliori e strategicamente più importanti. Il Paese è di nuovo sotto attacco della speculazione: proprio come nel 2011 è scattato il ‘piano’ per impadronirsi del bottino di guerra sulla pelle degli italiani, destinati all’indigenza perché  non in grado, in piena recessione, di fronteggiare un’imposta talmente iniqua come l’Imu. Per vincere questa ‘guerra’, la soluzione non può che essere un governo forte, sostenuto da una maggioranza coesa e responsabile, che letteralmente si ribelli, con l’arma della politica e della negoziazione, a questa mostruosità»

In attesa di scoprire l’infame che ha fatto scivolare nello statement questa gratuita provocazione contro la nostra sovranità molto popolare, vi suggeriamo di leggere anche tutti gli altri diabolici precetti del Fondo Miserabile degli Inquisitori. Sono subdole e lascive carezze, rispetto all’intollerabile casus belli di migliorare l’equità dell’imposizione sulla prima casa, ma è opportuno che ve li ricordiate: tra qualche lustro, all’esame di maturità, potrebbe comparire una traccia di tema su come iniziò la Lotta di Liberazione contro gli oppressori. Meglio prepararsi per tempo. E non scordate la maglia di lana, prima di salire sulle montagne. Hasta l’accisa, siempre.

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