Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Confuso e infelice – 2

Thursday, 19 September, 2013

in Adotta Un Neurone, Economia & Mercato, Unione Europea

In un nuovo post, di quelli che iniziano a sbraitare appena finisce di comporsi la pagina sullo schermo, Beppe Grillo conferma di avere idee molto chiare, nel suo stato confusionale.

Si parte con la constatazione che i mercati stanno premiando il nostro paese, almeno in termini relativi. E per quale motivo? Grillo si fa la domanda e si fornisce la risposta:

«Gli investitori non sono stupidi e sanno benissimo cosa succederà sul fronte delle riforme in Italia: nulla! La verità è che i mercati sono andati oltre e hanno visto nella debolezza politica italiana una rassicurazione. L’inevitabile commissariamento dell’Italia da parte dell’Europa»

Una forma suprema di “pilota automatico”, quindi? Parrebbe di sì, e Grillo fornisce anche una della sue famose timeline:

«Entro fine anno infatti diventerà esplicita la crisi economica che ci obbligherà a chiedere il sostegno al fondo salva Stati (ESM) e allo scudo anti spread (OMT). E’ questo che tiene tranquilli i mercati: “bad news is good news” per loro. Un’Italia con le manette, sotto tutela europea è la loro principale garanzia che l’Italia nel breve non fallirà e che Bruxelles e Francoforte isseranno la bandiera dell’austerità, quella vera e dolorosa, imponendo, in cambio degli aiuti europei, riforme capestro. Questo renderà l’Italia uguale a Grecia e Portogallo»

Questo che scrive è il gemello di Grillo. L’altro Grillo, solo poche settimane addietro, teorizzava l’esigenza di chiedere rapidamente il commissariamento europeo del nostro paese perché convinto che, così facendo, si sarebbe giunti a “ristrutturare” il nostro debito sovrano, cioè al default, e così facendo avremmo segato le gambe alle famose “banche francesi e tedesche”. Non era chiaro e continua a non essere chiaro per quale motivo una eventuale nostra richiesta di aiuti dovrebbe produrre anche il default sui Btp ma quella era la parola di Grillo, e più non dimandate.

State qui, che arriva il riepilogo: Grillo a giugno voleva l’intervento di ESM ed OMT. Grillo a settembre denuncia il piano diabolico per fare intervenire nel nostro paese ESM ed OMT. Replay: Grillo a giugno voleva il commissariamento dell’Italia e a settembre denuncia le torbide manovre plutocratiche europee per colpirci con un commissariamento. Siete ancora confusi? Sarete mica tonti, no? E’ così chiaro! Andiamo avanti, il bello deve ancora venire. Grillo si lamenta perché l’Italia sarebbe eterodiretta dalla Commissione europea, e cita l’esempio delle nazionalizzazioni bancarie:

«L’Europa non ci consente di nazionalizzare MPS per via dell’impatto sui conti pubblici nonostante negli ultimi anni tutti i Paesi europei hanno liberamente deciso come e quando salvare le loro banche per non gravare sui conti pubblici (RBS, Dexia, Commerzbank, Bankia, Raiffeisen, KBC solo per citarne alcune). All’Italia, priva di spina dorsale politica, non è concesso»

A dirla tutta, i paesi che hanno proceduto a nazionalizzazioni bancarie hanno visto esplodere il proprio rapporto debito-Pil. Che tuttavia, al momento delle nazionalizzazioni, non era alto come l’attuale rapporto debito-Pil italiano. Potremmo pure nazionalizzare tutte le nostre banche, come vorrebbe Grillo, ma alla fine ci troveremmo incravattati dal debito. Ma forse l’astuto Grillo, da sempre molto attento ai pesanti oneri che il servizio del debito ci infligge, ha già pensato al piano B: nazionalizziamo le banche e poi dichiariamo default sul debito pubblico, pardon lo ristrutturiamo.

Ora arriva una rivelazione che vi stordirà, sedetevi:

«L’Italia è in coma. E’ l’esplosione del debito privato, in prevalenza delle nostre banche verso la BCE, originatosi nel regime a cambi fissi dell’Euro, a rendere insostenibile il nostro debito pubblico»

Prego? Le nostre banche hanno debiti verso la Bce che si sono originati nel momento in cui la Bce si è sostituita al mercato interbancario, e le nostre banche hanno potuto indebitarsi a tassi molto bassi con le operazioni straordinarie triennali LTRO. Ma queste operazioni sono “vecchie” di solo due anni e sono il prodotto della crisi finanziaria e bancaria. Questi debiti delle nostre banche verso la Bce nulla c’entrano con “il regime di cambi fissi dell’euro”. Forse Grillo si confonde con Spagna e Irlanda, dove l’indebitamento privato (segnatamente immobiliare) era altissimo. Ma le stesse condizioni esistevano anche nel Regno Unito, dove a breve Grillo vi dirà che era in circolazione l’euro, disciolto negli acquedotti. Venga Grillo, venga a soffiare in questo bell’etilometro: ci vorranno solo pochi secondi.

Ah, e poi ci sono le “riparazioni di guerra”. Leggere qui:

«Abbiamo ceduto la nostra sovranità all’Europa senza nulla in cambio, anzi, abbiamo finanziato con 50 miliardi di euro (di maggiore debito pubblico) sostegni europei agli altri Paesi della periferia anziché destinarli ai crediti delle PMI nei confronti della pubblica amministrazione»

E subito dopo leggere qui:

«C’è stata una guerra, la guerra dell’Euro e come dopo ogni guerra persa ci sono i debiti di guerra da regolare. La guerra l’ha vinta la Germania che ora reclama i suoi 700 miliardi di euro di crediti concessi alla periferia dell’Europa, di cui 200 miliardi dall’Italia. Vanno avanzate proposte su come gestire e regolare i debiti di guerra per evitare il nostro fallimento»

Beh, ma se abbiamo dato 50 miliardi di euro al mostro eurotedesco, ricavandone in cambio 200 miliardi di crediti non è andata malissimo, o no? Poi qualcuno spieghi a Grillo che i prestiti alla periferia dell’Europa (concessi anche dall’Italia, in caso fosse sfuggito) sono destinati ad avere una continua rinegoziazione al ribasso di tassi d’interesse ed allungamento delle scadenze, cioè renderanno sempre meno ai paesi che li hanno erogati, anche se non si dovesse giungere a taglio del valore nominale di quel debito. Grillo provi a vedere quali sono diventate le condizioni dei prestiti comunitari alla Grecia, poi magari vorrà anche lui indebitarsi a quelle condizioni.

Comunque, nessuno vuole privare Grillo (e non solo lui) della legittima possibilità di discutere dei guai causati dall’euro (altri non meno gravi sono stati causati da assoluta inerzia di politica economica italiana degli ultimi decenni, prima e dopo l’introduzione dell’euro, ma transeat). Solo, servirebbe un minimo di logica, quando si tenta di argomentare. Diversamente, vista la scansione temporale delle elaborazioni cospirazionistiche di Grillo, per fine anno il pendolo si sarà spostato agevolmente verso la richiesta di eurocommissariamento. E’ solo questione di attendere, tra uno strepito ed un embolo che passeggia in libera uscita per la carotide.

E non dimenticate i meriti storici del M5S, secondo Grillo:

«Il M5S è l’unico in Parlamento a parlare di sovranità monetaria e di signoraggio. I cittadini si stanno informando»

Sulla sovranità monetaria, nei giorni pari Grillo sostiene che bisogna riprendersela, quindi (si presume) che si debba uscire dall’euro; in quelli dispari, invece, che il problema non è l’euro ma il debito. Come oggi, giorno dispari, intervistato da Die Zeit:

E’ vero che siete per l’uscita dell’Italia dall’euro? «No. Il problema non è più l’euro, il problema è il debito. Noi paghiamo ogni anno 100 miliardi di euro per il nostro debito, e questo svuota qualunque progetto economico si persegua. Proporrò di rinegoziare il debito italiano»

Sul signoraggio i cittadini si stanno informando, è vero. Sui microchip sottopelle lo faranno appena possibile.

Share Button

Previous post:

Next post: