Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Fiabe, grilli, pesci rossi

in Economia & Mercato/Italia

Il M5S ha da sempre una tecnica comunicativa e narrativa molto precisa: mescolare il vero al verosimile, creare salti logici attraverso i quali potrebbe agevolmente essere contenuto il Grand Canyon, e mostrare alla sofferente cittadinanza quanto sarebbe migliore la vita se solo alla guida del paese vi fossero loro, gli incorruttibili e puri patrioti stellati. Il tema delle cessioni a non residenti di imprese italiane, per sua natura, si presta perfettamente allo scopo.

Si parte dalla trattativa finalizzata a concessione (non cessione) ad una società tedesca con partner locale di un gruppo di aeroporti greci (omettendo tutti i noiosi dettagli, che mostrano una realtà del tutto differente dalla “guerra di conquista” teutonica, ed importanti investimenti a ricaduta domestica), e si balza alla realtà italiana, con le cessioni allo “straniero” di molte nostre imprese mediaticamente esposte e politicamente sensibili. E si giunge ad illustrare il “piano B” per la rinascita italiana. Che, manco a dirlo, passa dalla Cassa Depositi e Prestiti, cioè dal risparmio postale degli italiani. Dal produttore al consumatore, in pratica.

In questi termini:

Se vorrete darci la possibilità di governare, la nostra idea di Italia è chiara: riportare a casa molte eccellenze del nostro Made in Italy. Potremo farlo attraverso il Fondo Strategico Italiano di Cassa depositi e prestiti che le potrà acquisire.
Riacquistando questi gioielli di famiglia creiamo un’occasione per rilanciare l’occupazione e l’eccellenza in Italia. I profitti sul Made in Italy resteranno in Italia e la arricchiranno

Quindi, par di capire, le cose andranno in questi termini: si va dai nuovi proprietari esteri dei “gioielli” italiani ceduti, e si ordina loro di rivenderci la pregiata mercanzia. Ad ogni prezzo? E se non volessero farlo? Dichiariamo guerra al Giappone per riavere Ansaldo? Chiediamo all’investitore cinese di sputare fuori il piccolo pacchetto azionario di Terna di cui è entrato in possesso operando sul mercato? E riguardo a Pirelli che facciamo, dichiariamo nulla la cessione? Processiamo Tronchetti per non aver trovato un socio italiano? E quanto all’occupazione da rilanciare, ciò significa che gonfieremo gli organici di queste imprese oltre il necessario, magari stampando tanti bei soldi del Monopoli post uscita dall’odiato euro? Ma queste imprese, che restano basate in Italia, qui pagano le tasse, quindi non sembrerebbe percepirsi un rilevante danno per la comunità nazionale. Ah no, ci pare di sentirvi argomentare, il danno deriva dal fatto che l’investimento diretto estero è schiavitù, e pure della peggiore specie, sostiene la vulgata neoautarchica che tanti voti riesce a mietere. In effetti, potremmo mettere una golden share su tutte le proprietà nazionali, in utile o decotte: nonno Benito ne sarebbe fiero. Siete un imprenditore ed avete un’azienda da vendere? Ci pensa lo Stato, venghino!

Queste sono chiacchiere ferragostane, direte: purissime idiozie proferite per dare fiato alla bocca ed alla tastiera in un paese smarrito e stressato. Non vale neppure la pena rilanciarle. Può essere. O forse queste “proposte” rappresentano solo il sintomo di un paese in condizione pre-terminale nel proprio ormai conclamato fallimento autoassolutorio, suggellato invocando il provvidenziale nemico esterno. Un canone narrativo tanto logoro quanto ancora attraente, per molti. Evidentemente il risveglio alla realtà della Grecia non ha insegnato nulla. Ma i nostri arruffapopolo falliti hanno motivo di sorridere proprio dalla vicenda ellenica: in fondo, avere un leader arrivato sulla scena per spezzare le reni ai creditori e fondare “l’altra Europa” che alla fine del primo atto è diventato un rispettabile leader di centrosinistra, con la sola concessione della persistente mancanza di cravatta, continuando a godere di alta e pure crescente popolarità presso i propri connazionali, pare confermare che viviamo in tempi in cui la coerenza ha perso diritto di cittadinanza, ed il danno alla memoria di breve termine di elettori sempre più simili a pesci rossi è ormai divenuto pandemia. Ed il reato di autoriciclaggio politico è stato definitivamente depenalizzato.

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