Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Mutui alle famiglie, il magico mondo del lordo

in Economia & Mercato/Italia

Poiché in questo ultimo anno o giù di lì siamo diventati tutti statistici da Superenalotto, mescolando basi dati differenti, oltre a confondere dati effettivi ed indagini campionarie, oggi siamo a sottoporvi un interessante rompicapo (che tale non è), tratto direttamente dalle basi dati di Banca d’Italia e dalla Associazione bancaria italiana (ABI). Non spaventatevi, vedrete che alla fine sarà tutto più chiaro.

Dunque, secondo Bankitalia la variazione annuale dei prestiti alle famiglie, in agosto, è pari allo 0,3%. Siamo al miglior risultato da luglio 2014, in termini di variazioni tendenziali.  Ma non fermiamoci qui: ora andiamo agli stock di credito erogato: li troviamo nella base dati statistica di Bankitalia (annidato come “Indice->statistiche bancarie->prestiti per settore di attività economica”) e li filtriamo come “prestiti a residenti in Italia – Famiglie consumatrici”. Da questi dati verifichiamo agevolmente che, ad agosto 2015, lo stock di credito erogato era pari a 505.552 milioni di euro. A gennaio di quest’anno era a 495.958 milioni. Ora osserviamo i dati corrispondenti per il 2014:

  • Agosto 2014: 493.529 milioni;
  • Gennaio 2014: 495.822 milioni;

Quindi, con un complesso algoritmo, troviamo che gennaio-agosto 2015 su gennaio-agosto 2014 dà un incremento di 9.564 – (-2.293) = 11.857

Quindi, il totale del credito erogato a famiglie consumatrici, nel periodo gennaio-agosto 2015, è superiore di quasi 12 miliardi di euro al corrispondente periodo del 2014. Si badi bene, parliamo del credito totale, erogato sotto qualsiasi forma tecnica (mutui, scoperti di conto corrente, prestiti personali ecc.).

Prendiamo ora il comunicato stampa Abi dello scorso 29 settembre (qui). In esso si parla solo di mutui, di cui si forniscono l’eclatante variazione percentuale e quella assoluta, mentre per i prestiti personali si indicano solo le variazioni percentuali. In particolare:

«Con riferimento specifico ai mutui alle famiglie per l’acquisto delle abitazioni: i dati relativi al periodo gennaio-agosto del 2015 evidenziano la forte ripresa del mercato dei finanziamenti alle famiglie per l’acquisto delle abitazioni. Nel periodo gennaio-agosto 2015 l’ammontare delle erogazioni di nuovi mutui è stato pari a 28,920 miliardi di euro rispetto ai 15,543 miliardi dello stesso periodo del 2014. L’incremento su base annua è, quindi, dell’86,1%. L’incidenza delle surroghe sul totale dei nuovi finanziamenti è pari, nei primi 8 mesi del 2015, a circa il 29%»

Quindi: per Banca d’Italia la variazione tendenziale di tutte le categorie di prestiti a famiglie consumatrici, nel periodo gennaio-agosto 2015, è di circa 12 miliardi mentre per Abi, nello stesso periodo, i soli mutui sono aumentati di 13,4 miliardi. Come spiegare questa discrepanza? Intanto, balza all’occhio che il dato Abi è un dato lordo, perché riferito ai soli nuovi mutui. Se l’Abi nulla ci dice sul volume di mutui estinti nello stesso periodo, non possiamo valutare l’incremento effettivo della tipologia di credito. Siamo ancora al magico mondo dei dati lordi, come vedete. Pare di vedere l’impronta del renzismo: il dato lordo come epitome del boom. E non è affatto difficile ipotizzare che, quando si superano molti anni di carestia (e di conseguenti estinzioni di mutui a fronte di nuove erogazioni col contagocce), la ripresa, vista su dati lordi, è da auto da corsa.

Quindi: fa testo la base dati di Bankitalia, perché in essa è presente lo stock come risultante di flussi in accensione ed estinzione (per rimborso o stralcio di sofferenze dal bilancio), mentre i dati Abi sono una visione limitata e parziale delle erogazioni, perché riferiti ad un dato lordo. Se siete curiosi, giocate con la base dati statistica di Bankitalia: scoprirete che il credito alle famiglie produttrici, in termini tendenziali ad agosto 2015 è lievemente calato rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Poiché all’Abi sanno certamente far di conto, l’unica lettura che ci viene, di questo esercizio di comunicazione, è che si è voluta dare una spintarella “istituzionale” alla “modalità Tonino Guerra” che il nostro governo porta avanti ossessivamente da sempre. Poi, i numeri sottoposti a tortura confessano qualsiasi cosa. Soprattutto quelli lordi, che il Signore e gli spin doctor li benedicano.

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